Nel periodo natalizio sono tantissime le tradizioni e i costumi che puntualmente si ripropongono anno dopo anno. Una di queste è sicuramente il classico addobbo dell’albero di Natale. L’abete, però, non è l’unica pianta protagonista dell’ultimo mese dell’anno. Non scordiamoci, infatti, del vischio! Non a caso, dicembre coincide anche con il periodo di massima fioritura e bellezza della pianta. Ma qual è l’origine della leggenda del vischio?
Il vischio, curiosità e caratteristiche della pianta natalizia
Il vischio è una pianta cespugliosa, sempreverde, emiparassita di numerosi alberi. Ciò vuol dire che il suo seme si insinua nel ramo della pianta che lo ospita, fino a innestarsi e diventarne parte di essa. Romanticamente, dunque, è stata definita come una pianta che vive a metà tra il cielo e la terra. Inoltre, il vischio è riconosciuto, fin dall’antichità, come una pianta dalle proprietà benefiche e curative. I Druidi (antichi sacerdoti scandinavi) lo utilizzavano spesso per infusi che avrebbero aiutato nella cura di epidemie che andavano dilagando a quel tempo.
Oggi, nonostante sia molto diffuso il vischio selvatico, i suoi ramoscelli sono soprattutto utilizzati per scopi ornamentali. Dopotutto, in un periodo dell’anno in cui moltissima è la vegetazione che va in letargo seccando, il vischio gode di foglie lucenti e di un verde acceso. Le sue bacche rosse, poi, sono decisamente adatte per la realizzazione degli addobbi natalizi. Per questa ragione ormai il vischio è diventato un componente immancabile di ogni Natale.
Il romantico bacio sotto il vischio: l’origine mitica
Il vischio ormai non è soltanto una pianta ornamentale, soprattutto natalizia. Connessa con il Natale vi è, poi, un’altra usanza che ogni anno cattura l’attenzione degli innamorati. Chi, infatti, non conosce il romantico bacio da darsi sotto il vischio? Ma perché dovremmo baciarci proprio sotto il cespuglio, dalle caratteristiche bacche rosse e bianche?

Il mito del vischio, da pagano a cristiano
L’origine di questo costume è, in realtà, molto antica. I Druidi, infatti, ritenevano la pianta simbolo della divinità e le attribuivano un grande potere poiché vive senza toccare terra: se le sue radici avessero toccato terra come le altre piante, avrebbe perso i poteri divini. C’è, però, un mito di origine celtica che vede come protagonista proprio il vischio e spiega il perché della tradizione natalizia. La leggenda narra che le lacrime della dea Freya, piangente sul cadavere del figlio che era stato colpito a morte dal fratello Loki, con un’arma fatta con il legno di questa pianta, si trasformarono nelle bacche bianche del vischio e il figlio Balder tornò in vita. Freya, colma di gioia, ringraziò con un bacio chiunque passasse al di sotto del vischio.
Da qui, allora, la tradizione vuole che gli innamorati debbano baciarsi sotto questa pianta per ottenere la protezione della dea: infatti, il suo vero aveva salvato la vita del figlio. Successivamente, la forza divina del vischio, legata al credo pagano, fu assorbita e veicolata dal Cristianesimo divenendo simbolo dell’amore e della fortuna. Ecco perché ancora oggi è tradizione, durante il periodo natalizio, baciarsi sotto il ramoscello di vischio.
Martina Pipitone




