Il teatro Alla Scala è il simbolo della cultura italiana nel mondo. Ogni anno la prima è sold out, diventando un’occasione unica d’incontro tra alta società e appassionati. Evento dove vengono sfoggiati i più negli abiti di alta moda. Un momento istituzionale per l’intera Italia. Quest’anno la prima ha avuto un sapore decisamente diverso, non meno autentico: la sala del teatro è stata completamente vuota. Si pensi ai cantanti, ai musicisti ed ai ballerini che si sono esibiti senza il calore del pubblico, senza gli applausi e senza i 30 minuti di standing ovation che avrebbero sicuramente ricevuto. È stata aperta a tutti la possibilità di vederla, registrando un numero altissimo di telespettatori. Le emozioni nei visi di chi cantava, chi suonava dietro una mascherina e chi ballava erano trasparenti. 

Il titolo, A riveder le stelle

A riveder le stelle è una citazione dantesca dall’ultimo verso dell’Inferno della Divina Commedia, quando Dante e Virgilio, dopo aver attraversato la stretta burella, escono dall’inferno e possono rivedere il cielo:

E infine uscimmo a riveder le stelle.

Qui il titolo ha un duplice valore, uno di questi allegorico. Le stelle che abbiamo visto sono indubbiamente tra i più grandi artisti del teatro Alla Scala. Per la danza hanno ballato Roberto Bolle, Nicoletta Manni, Timofej Andrijashenko , Martina Arduino, Marco Agostino, Virna Toppi e Nicola Del Freo. Il titolo può essere dunque interpretato nel senso dantesco del termine: dopo un lungo periodo di buio, dovuto alla mancata possibilità di esibirsi, siamo potuti tornare, seppur in maniera diversa, a riveder le stelle. 

Il programma danza

Il programma di danza non è stato molto ricco, probabilmente per l’impossibilità di tenere in scena tutto il corpo di ballo o coppie di ballerini non conviventi. I primi a danzare sono stati la Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, coppia nella danza e nella vita. Hanno ballato il celebre passo a due del 2 atto dello Schiaccianoci. Poi ha danzato Roberto Bolle in Waves, un assolo tra il contemporaneo ed il neoclassico. La nuova coreografia è stata studiata da Massimiliano Volpini, creando quasi un pas de deux con un laser. Infine, Martina Arduino, Marco Agostino, Nicola Del Freo, Claudio Coviello e Virna Toppi, hanno danzato una nuova coreografia del nuovo direttore del corpo di ballo del teatro Alla Scala Manuel Legris. La composizione è stata chiamata Verdi Suite ed è stata precisamente cucita su ogni danzatore. Un’exploit di tecnica ed espressione. 

La prima è stata trasmessa in diretta su Rai 1 e Rai 5, ma è possibile vederla su Rai Play.

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