Nel nuovo appuntamento della rubrica Parole dal Mondo, Waldeinsamkeit; un termine tedesco che descrive la sensazione confortante di trovarsi da soli in una foresta.
Waldeinsamkeit, la sensazione di solitudine sperimentata all’interno di una foresta
Il termine tedesco Waldeinsamkeit non trova nessun corrispettivo in un’altra lingua e, letteralmente, descrive una solitudine pacifica e serena che si sperimenta quando ci si trova soli in un bosco. Una sorta di benessere che si può provare fuggendo dal mondo urbano per isolarsi nella natura, trovandosi in comunione con quest’ultima. Waldeinsamkeit, in lingua tedesca, è un sostantivo femminile. La sua etimologia si compone di due parti: Wald (bosco); Einsamkeit (foresta). Molti dizionari rendono questo termine in senso letterale come ‘‘solitudine della foresta”, tuttavia, Waldeinsamkeit, è un termine in cui confluiscono, semanticamente, sfaccettature più astratte: infatti, pare sia un sostantivo usato specialmente in ambito poetico. Posto ciò, ne conviene come il termine si affidi a un’ interpretazione ben più dettagliata e ampia del semplice significato letterale.
L’accezione di questa parola potrebbe essere ambivalente. Il trovarsi solo nella foresta, potrebbe essere associato a una timore recondito di perdersi; basti pensare alla favola Cappuccetto Rosso o, anche, Hansel e Gretel. L’immagine di un soggetto sperduto nel bosco incute sempre terrore e angoscia; ma il vocabolo, in questo caso, ha una valenza del tutto positiva. I tedeschi, infatti, non collegano la sensazione evocata dal termine alla paura, bensì all’unione con la natura, l’idillio del paesaggio boschivo che conduce alla meditazione e alla contemplazione.
Il motivo della foreste nel Romanticismo tedesco
Waldeinsamkeit è quella sensazione di quiete contemplativa che si mette in atto a contatto con la natura. Essere in stretta connessione con paesaggi bucolici, pastorali e boschivi è una condizione ottimale per favorire la riflessione interiore; si potrebbe dire, ponendo una considerazione colorita, che il concetto di Waldeinsamkeit è una sorta di panismo D’Annunziano ma meno arzigogolato. Con meno dettagli, si rimarca l’importanza di essere un tutt’uno con la natura; eppure, non è del tutto casuale che questo termine sia nato proprio in Germania. L’immagine della foresta è molto presente specialmente all’interno del Romanticismo tedesco. Il motivo dei boschi all’interno dell’arte tedesca è importante in quanto considerato come un luogo idilliaco. Il rapporto fra popolo tedesco e natura, dunque, si riflette anche nella loro cultura.
Nell’ambito della pittura è possibile ritrovare il motivo della Waldeinsamkeit nei dipinti di Caspar David Friedrich, fra i nomi più noti dell’arte romantica europea, in cui ritorna spesso l’attenzione ai paesaggi e alla natura. Anche per quanto riguarda la sfera musicale è molto ricorrente il motivo riguardante la connessione uomo-paesaggio naturale. Il primo a usare il termine Waldeinsamkeit fu Johann Ludwig Tieck, in una canzone datata 1797 comparsa nella favola letteraria ”Der blonde Eckebert” il cui titolo era proprio Waldeinsamkeit. In campo letterario si ricorda, invece, la poesia di Heinrich Heine del 1851 dal medesimo titolo. E ancora, nelle fiabe dei Fratelli Grimm o ancora in Goethe; il poeta infatti asseriva che l’uomo poteva raggiungere il proprio Io interiore, e quindi la propria essenza, solo attraverso un approccio contemplativo della natura, unica rappresentazione del divino sulla Terra. Ma anche in opere letterarie recenti come L’amico ritrovato di Fred Uhlman, le cui descrizioni dettagliate implicano sempre la presenza di foreste e atmosfere boschive.
Stella Grillo
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