Le pagelle della quarta serata di Sanremo 2022. Ritorna L’attesissima (lunga) notte delle cover preparate dagli artisti che hanno selezionato il loro brano tra i decenni a cavallo tra 1960 e 1990. Non solo brani del repertorio nostrano ma anche successi internazionali presentati da La Rappresentante, Noemi, Yuman, Le Vibrazioni, Elisa, Emma, Matteo Romano.

Non sono mancati gli omaggi a chi ci ha lasciato lo scorso anno (Milva e Raffaella Carrà), e chi portiamo da tempo nei nostri cuori (Pino Daniele, Luigi Tenco, Lucio Battisti, Fabrizio De Andrè, Pierangelo Bertoli, Alex Baroni). Spazio anche alle colonne ed icone della musica (Caterina Caselli, Loredana Bertè, Patty Pravo, Gino Paoli, Vasco Rossi).

Pagelle quarta serata Sanremo 2022: Noemi bene ma non benissimo, emozioni a fior di pelle con Truppi Capossela e Pagani

Noemi – “(You make me feel like) A natural woman” di Aretha Franklin: Di magenta vestita, stasera Noemi sceglie l’esecuzione al piano (per la gioia dei fantallenatori). Parte piano, per poi esplodere sul finale quando si lascia andare in un solo. Trattenuta, voto 6

Giovanni Truppi con Vinicio Capossela e Mauro Pagani “Nella mia ora di libertà” di Fabrizio De Andrè: Il trio con Truppi (anche lui al piano) affiancato da Vinicio in look garibaldino e dal Maestro Mauro Pagani. L’artista campano e Capossela incarnano la passione e la maestosità di De Andrè rendendo onore alla cover.Dio benedica Faber, voto 7

Yuman con Rita Marcotulli – “My way” di Frank Sinatra: Yuman stasera ha l’ingrato compito di omaggiare The Voice con il suo brano più noto. La signora del jazz Rita Marcotulli al piano è impeccabile e ci catapulta al Blue Note ma il 27enne romano a sprazzi riesce a farsi notare, affossando così quanto buono fatto ieri sera. Scelta infelice, voto 5

Le Vibrazioni con Sophie and the Giants e Peppe Vessicchio – “Live and let die” di Paul McCartney: A Sarcina e soci stasera hanno tirato dal cilindro due assi: l’eterea ed interessante voce di Sophie Scott di Sophie & The Giants ed il Maestro Vessicchio che finalmente ritorna al Festival tra l’ovazione del pubblico. Il grande classico del baronetto non può non meritare un buon giudizio soprattutto con Beppe Vessicchio al piano che fa la differenza, voto 6,5

Sangiovanni con Fiorella Mannoia – “A muso duro” di Pierangelo Bertoli. Sangiovanni continua la sua cavalcata trionfale nel suo Sanremo da esordiente, non sfigurando neanche con la cover e la sua compagna della serata Fiorella Mannoia. Sorprendendente, voto 6,5

Gianni Morandi e Jovanotti mattatori, Elisa ed Elena D’Amario magnetiche

Emma con Francesca Michielin – “Baby one more time” di Britney Spears. La scelta di Real Brown ha suscitato grandissima curiosità oltre per la presenza della sua Maestra Francesca Michielin. La loro coreografia sta imperversando già sul web, la performance però non ci entusiasma lato Marrone come immaginavamo ma a tenere testa è l’artista di Bassano. Ironiche e divertenti ma manca qualcosa, voto 7

Gianni Morandi con Mousse T e Jovanotti– “Medley” Occhi di ragazza, un mondo d’amore, ragazzo fortunato, penso positivo. Abbandonato il catering come attesta l’outif che li ha visti in mise da camerieri, arriva subito Gianni in grande spolvero anche sulle hit dell’amico Lorenzo che a sorpresa da supporter ed autore del brano si fionda a Sanremo nella mattinata odierna: la coppia fa impazzire e ballare tutto il Teatro Ariston. Esplosivi, voto 8

Elisa – “What a feeling” di Irene Cara da “Flashdance” : Un tuffo negli anni ’80 dove gli archi si fondono all’elettronica di Giorgio Moroder. Elisa supportata da Elena D’Amario tra i migliori talenti della danza che abbiamo esportato anche all’estero, naviga in un mare che conosce bene, quello delle cover destreggiandosi magistralmente. Terminata l’esibizione, arrivano anche un videosaluto da sua Maestà Giovanni Giorgio Moroder. Purezza, classe ed esperienza, what else? voto 9

Achille Lauro con Loredana Bertè – “Sei bellissima” di Loredana Bertè. Questa sera riusciamo ad apprezzare anche la prova di Lauro che oltretutto mantiene la versione originale del testo. Loredana con la sua voce aggiunge il pathos e l’esperienza che fa volare il duetto e come sempre contraddistingue le sue interpretazioni. Rendiamo grazie a Loredana, voto 7

Pagelle quarta serata Sanremo 2022, coraggioso Matteo Romano, l’onesto e doveroso tributo di Milva ad opera di Iva Zanicchi

Matteo Romano con Malika Ayane – “Your song” di Elton John 7: Matteo stasera reinterpreta un iconico brano di Elton John insieme a Malika Ayane, reggendo bene il confronto con la classe e l’eleganza che l’artista italomarocchina riesce sempre a sprigionare. Ha osato ed ha fatto bene, coraggioso, voto 7

Irama con Gianluca Grignani – “La mia storia tra le dita” di Gianluca Grignani. Irama introduce il pezzo e poco dopo al suo fianco arriva sorprese delle sorprese… Zucchero! Ah no è un’allucinazione è proprio Gianluca Grignani. Il brano che ha aperto le porte del successo a Grignani e che è stata la colonna sonora dell’adolescenza di molti di noi e vogliamo dimenticare presto questa performance allucinogena. Gianlù ritorna in te asap, voto 4

Ditonellapiaga e Rettore – “Nessuno mi può giudicare” di Caterina Caselli. Questa sera il duo non esplode, serviva una cover differente che avrebbe esaltato il pubblico e risaltato maggiormente le loro bellissime vocalità. La prova va poco oltre la sufficienza. voto 6,5

Iva Zanicchi – “Canzone” di Don Backy e Detto Mariano nella versione di Milva : In assenza dopo quattro giorni di Festival, il doveroso tributo alla pantera di Goro arriva dalla collega. Godibilissimo e rispettabilissimo, ad 82 anni sfodera una cover di gran classe. Un ricordo indelebile voto 7,5

Ana Mena con Rocco Hunt – “Medley”: Il mondo, Figli delle stelle, Se mi lasci nn vale arriva sul palco Rocco Hunt ma è ancora il 4 febbraio, non è un addio ma un arrivederci a fine maggio, con il clima mite ed il mood giusto. In attesa dell’estate e di ballare, il voto è 6

La Rappresentate tra passato e futuro, la dolcezza di Michele Bravi

La Rappresentante di Lista con Cosmo, Margherita Vicario e Ginevra – “Be my baby” delle The Ronettes 9. La supercombo di stasera invade il Teatro Ariston e grazie al supporto di Cosmo stravolge l’evergreen delle Ronettes: dall’incrocio delle tre voci di Veronica, Margherita e Ginevra al rave con il quale la band e gli ospiti si lascia andare in un ballo liberatorio. Coraggiosamente moderni, voto 9

Massimo Ranieri con Nek – “Anna verrà” di Pino Daniele : Massimo Ranieri si “riprende” il brano che Pino Daniele aveva scritto in principio per lui ma non percepiamo la scintilla con la voce di Nek che avrebbe dovuto infiammare l’Ariston. Era giusto comunque trovare spazio e ricordare ancora una volta uno dei giganti della musica italiana. Non lascia il segno, voto 6,5

Michele Bravi – “Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi” di Lucio Battisti . Stasera arriva il temibile confronto con Lucio Battisti: abbiamo fiducia e ci accingiamo all’ascolto consci della buona riuscita ma Michele commette alcuni errori sull’inciso. Raggiungo da Amadeus, spende poche parole mentre estrae due fedi della giacca. Erano quelle che appartenevano ai nonni ai quali l’esibizione è dedicata, con i quali guardava Sanremo. Un vero peccato, abbracciamo Michelino che ci ha commossi, voto 6

Mahmood e Blanco – “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli: Mahmood e Blanco cominciano a sentire la stanchezza, e dopo aver terminato sdraiati, si approcciano sulle scale. Ed anche da seduti il risultato non cambia precisi e sulle stesse frequenze ma manca qualcosa….Dalla scuola genovese alla nuova urban school, voto è 8

Rkomi e Calibro 35, interessante rilettura del Blasco, Arisa ipnotica

Rkomi con Calibro 35 – “Medley Vasco Rossi”: Fegato Spappolato, Deviazioni, Cosa Succede In Città dopo il medley MorandiJova Mirko gioca il jolly Calibro35 e soprattutto mostra il phisique du role e si presenta senza guanti con un medley che infiamma il Festival. La differenza la fanno i Calibro che costruiscono insieme all’orchestra uno straordinario arrangiamento delle canzoni del Blasco. Bravi tutti, un punto in più per i pettorali di Rkomi voto 7,5

Aka 7even con Arisa – “Cambiare” di Alex Baroni: Ritorna Arisa in versione Creamy sul palco del Teatro Ariston ad accompagnare Luca Aka7even, che ha ben figurato nelle prime tre serate. Ad aprire il pezzo è Arisa che tocca già vette altissime alle quali, l’ex Amici non riesce ad arrivare. Nella progressione del brano il range è sempre più evidente. Sul filo del rasoio, voto 6

Highsnob e Hu con Mr.Rain – “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco: Un simbolo del festival, Luigi Tenco andava celebrato diversamente. Mettere nelle mani di un rapper anzi due essendoci la presenza di Mr Rain, è stato un clamoroso autogol al novantesimo minuto. Ottima invece prova di Hu che ce l’ha davvero messa tutta ma non basta, voto 5

Dargen D’Amico – “La bambola” di Patty Pravo: In mise bianconera ed i suoi immancabili occhiali (neri), il producer rivisita il brano della Strambelli personalizzandolo con delle barre. Nel frattempo continua a mantenere l’attenzione sul fantasanremo coinvolgendo il pubblico. Intrattenitore, voto 4,5

Giusy Ferreri con Andy dei Bluvertigo – “Io vivrò senza te” di Lucio Battisti. Giusy molla il megafono e con piglio rock ( e scossa di capelli alla Sirenetta) esegue la sua performance accompagnata da Andy Fumagalli prima alle tastiere e poi sul finale in un solo con il sax. L’esecuzione rimane nello stile ormai inconfondibile dell’interprete ed in questo caso non è soddisfacente. Voto 6 per l’arrangiamento del Maestro Melozzi

Fabrizio Moro – “Uomini soli” dei Pooh: Moro sfida l’ugola di Facchinetti e già dalla vigilia permeava l’idea del Davide contro Golia, un confronto impari e che avrebbe visto il cantautore in serie difficoltà. Sulla strofa riesce a districarsi ma quando arriva l’inciso che si apre subito ad un registro alto, le corde vocali vorrebbero alzare bandiera bianca ma continuano lo sforzo, sgretola il castello che Moro aveva costruito su fondamenta instabili. Non pervenuto voto 4

Tananai con Rose Chemical – “A far l’amore comincia tu” di Raffaella Carrà: Sul gran finale l’omaggio a Raffaella Carrà di Tananai con uno dei fenomeni del momento, Rose Chemical: l’idea sembra interessante giocare sulla versione che si appoggia sulle note basse di Tananai dove in seguito vanno ad incastrare le barre di Rosa Chemical. Dall’ospite ci aspettavamo un intervento più possente che il brano meritava a dispetto di quanto sentito nell’esecuzione. Perdonali Raffaella perchè non sanno quello che fanno, voto 5

Ospiti

Lino Guanciale: Un blocco veloce nella notte fonda dedicato all’attore che scopriamo avere un talento canterino improvvisando con l’orchestra A Hard Day’s Night. Presentate le prossime fiction di mamma Rai che lo vedranno protagonista, lascia il palco a Dargen D’Amico. Tappabuchi, voto 5

Maria Chiara Giannetta: La Giannetta . Conquista per la sua semplicità e la delicatezza e le emozioni nel racconto della preparazione del personaggio di Blanca, che le ha regalato il grande successo. Ha avuto la sua vetrina, voto 6

Maurizio Lastrico: giusto il tempo di alzare il momento ormonale della serata, il bravo (e bell) attore ligure inscena un siparietto con la collega Giannetta a suon di titoli di canzoni. Ma questa volta non riusciamo a sorridere neanche sforzandoci. Voto 7 (solo per il subbuglio ormonale)

Jovanotti: Dopo l’esibizione con Morandi, ritorna sul palco per omaggiare ultratrentennale l’amicizia con Ama e ricordare i vecchi tempi quando erano degli “scappati di casa” e sul finale si esibisce con Che Sarà. Aspettando il Jova Beach Party, voto 7

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