La proposta del presidente Ucraino arriva dopo la cattura di Viktor Medvedchuk, un oligarca ucraino tra i fedelissimi del leader russo. È prevista dagli Stati Uniti un’altra fornitura di armi a Kiev per 750 milioni di dollari ed è stato detto a Washington che girano “Informazioni credibili che Mosca potrebbe impiegare agenti chimici a Mariupol”.

Zelensky ha proposto uno scambio di prigionieri alla Federazione Russa

Volodymyr Zelensky ha proposto uno scambio di prigionieri dopo la cattura di Viktor Medvedchuk l’oligarca ucraino fedelissimo a Putin. Dice Zelensky: “Propongo alla Federazione russa lo scambio di uno dei vostri (quindi l’oligarca) per uomini e donne ucraini catturati dalle forze di Mosca durante l’invasione“.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha confermato la sua accusa alle forze del Cremlino, che a suo dire stanno mettendo in atto un genocidio in Ucraina: “Sì, l’ho chiamato genocidio“, sottolinea Biden ai giornalisti quando gli è stato chiesto delle sue precedenti affermazioni. “È diventato sempre più chiaro le prove stanno aumentando, è diverso dalla scorsa settimana”.

Ieri, durante la visita al cosmodromo di Vostochny, Vladimir Putin ha rivendicato l’invasione come “decisione giusta” e “inevitabile”, constatando che uno scontro con Kiev era solo “questione di tempo” e dice in modo sicuro che l’operazione “raggiungerà i suoi nobili obiettivi“.

Di Maio: “Bisogna accelerare sulla diplomazia e promuovere una conferenza di pace”

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Radio anch’io ha detto la sua opinione riguardante gli ultimi sviluppi della guerra Russo-Ucraina. Bisogna “accelerare sulla diplomazia” e promuovere “una conferenza di pace” preceduta da “un cessate il fuoco“.

Di Maio Ha aggiunto dicendo: “Il punto fondamentale su cui bisogna lavorare è la diplomazia e proprio quando le parti si rifiutano di lavorare a una soluzione di pace diplomatica bisogna accelerare sulla diplomazia. L’Unione Europea, e noi lo stiamo chiedendo, si deve fare promotrice di una conferenza di pace”.

Il Pentagono convoca le otto principali aziende che producono armi in America in caso la guerra non dovesse finire

Il Pentagono ha convocato i capi delle otto principali aziende che producono armi negli Stati Uniti per discutere della capacità dell’industria bellica nazionale di soddisfare le esigenze di armi da dare all’Ucraina se la guerra con la Russia dovesse durare anni.

La Reuters scrive che l’incontro sarà organizzato dall’Ufficio acquisizione e sostegno del Pentagono, l’ufficio che si occupa dell’acquisizione di armi per il ministero della Difesa statunitense, e sarà ospitato dalla vicesegretario alla Difesa Kathleen Hicks

Il Pentagono ha di già dichiarato che le armi più utili sono i sistemi più piccoli, come i missili anticarro Javelin e i missili antiaerei Stinger, che Washington e gli alleati spediscono in Ucraina quasi quotidianamente.

Oggi, Biden dovrebbe annunciare ulteriori 750 milioni di dollari in spedizioni di armi in Ucraina. Il presidente Americano dovrebbe utilizzare i suoi poteri presidenziali che gli consentono di prelevare strumentazioni dalle riserve e trasferirli in un altro paese senza l’apporvazione del Congresso se vi è un “emergenza imprevista”.

Dichiarano alcune fonti del Pentagono, che gli Stati Uniti possono trasferire Humvee corazzati, ma anche elicotteri che possono essere equipaggiati per attaccare i veicoli russi insieme a un totale di ulteriori attrezzatura sofisticate.

Biden nelle prossime ore manda 750 milioni di dollari di aiuti militari in Ucraina

L’amministrazione di Biden, dovrebbe annunciare nelle prossime ore altri 750 milioni di dollari di aiuti militari all’Ucraina: lo dichiara Reuters, citando due fonti informate statunitensi che hanno dato all’agenzia l’esclusiva.

L’attrezzatura sarebbe finanziata utilizzando la Presidential Drawdown Authority, uno strumento con cui il presidente può autorizzare il trasferimento di articoli e servizi prelevati dalle riserve statunitensi senza l’approvazione del Congresso se vi è un’emergenza.

L’intelligence britannica annuncia informazioni sul nuovo generale russo

Per quanto riguarda uno degli ultimi aggiornamenti dell’intelligence britannica sulla guerra in Ucraina, è il ruolo dl nuovo generale russo Alexander Dvornikov. Il ministero della Difesa britannico conferma la lettura generalizzata data dalla nomina del generale che è a capo delle truppe russe, considerandolo come un tentativo per centralizzare il comando militare. Aggiunge che la sua nomina mostra quanto sia stata efficace la resistenza ucraina e quanto scarsa fosse la pianificazione prebellica da parte dei russi.

Londra ricorda come il generale russo ha operato in Siria e rileva che adesso Mosca vuole “tentare di centralizzare il comando e il controllo” delle truppe visto che proprio “l’incapacità di coordinare l’attività militare ha ostacolato finora l’invasione russa. I messaggi inviati dai russi hanno recentemente enfatizzato il progresso delle offensive nel Donbass nel momento in cui le forze russe si concentrano nuovamente verso Est. La scelta di Dvornikov dimostra ulteriormente come la determinata resistenza ucraina e l’inefficace pianificazione prebellica abbiano costretto la Russia a rivalutare le sue operazioni“.

13 Aprile

Valeria Muratori

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