Finita l’era della Regina Elisabetta, sentiremo ancora parlare di lei a lungo, ma con qualche accorgimento istituzionale a cui il Regno Unito, con tutta probabilità, dovrà farci il callo: cambieranno alcune parole dell’inno nazionale, la stampa del volto del Sovrano sulle sterline, persino le preghiere. Dopo 70 anni di regno è certamente difficile cambiare le abitudini linguistiche di un popolo, che lentamente e con calma (in maniera stereotipicamente britannica) dovrà spostare un paio di pronomi, sostituire cassette postali, stampare banconote e francobolli con l’effige di Sua Maestà il Re Carlo III (questo il nome scelto dall’erede al trono). Un abitudinarietà che il popolo inglese, generalmente conservatore, dovrà scostare dalla propria quotidianità e che, immaginiamo, creerà qualche momentanea confusione.
L’Inno, le preghiere, le banconote, i francobolli e persino le cassette postali: tutto quello che i cittadini del Regno Unito dovranno reimparare con la morte della Regina Elisabetta

“Essere britannici”, incomincia un cittadino durante un intervista, “vuol dire guidare una macchina tedesca fino a un pub irlandese per bere una birra belga, tornare a casa dopo aver preso cibo indiano d’asporto, sedersi su un divano svedese per guardare, su un televisore giapponese, uno show americano. Tutto questo rimanendo fortemente scettico su qualsiasi cosa non sia inglese“. Un riassunto che comunque non toglie che non ci sia niente di più britannico della fu Regina Elisabetta, tanto presente nella vita di ogni giorno che è impossibile, per chiunque tenga in mano un paio di sterline, dimenticarsi che sopra ci siano stampate le sembianze reali della regnante. Con la fine del regno – purtroppo o per fortuna – le sterline con la faccia di Sua Maestà Elisabetta II saranno ancora valide. Ma entro due anni, promette la Zecca, le banconote col volto di Carlo III saranno già ampiamente in circolazione.
Il pound rimane il pound: a cambiare sarà il testo dell’inno nazionale: Dio, che ha “conservato” la Regina per tanto tempo, adesso deve preoccuparsi di proteggere il Re. Da “God save the Queen” a “God save the King”, più un paio di pronomi femminili cambiati, naturalmente, al maschile. Le cassette postali saranno poi sostituite? Improbabile: resteranno le classiche, iconiche, cassette rosse, con sopra le iniziali E. R. della Regina recentemente scomparsa. Sempre in ambito postale, verranno stampati nuovi francobolli commemorativi sia della scomparsa della più longeva Regina britannica, sia dell’ascesa al trono di Carlo. Non bisogna poi dimenticare che, da Enrico VIII in poi, il sovrano è anche il reggente della chiesa anglicana. Quindi persino preghiere e invocazioni dovranno essere, come per l’inno nazionale, declinate al maschile.
Alberto Alessi
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