Non ci sarà nessuna squadra italiana nella fase successiva del massimo torneo di pallacanestro del Vecchio Continente. Dopo l’eliminazione della Virtus Segafredo Bologna di Sergio Scariolo, anche Olimpia Milano dice addio ai playoff di Eurolega basket dopo aver patito una brutta sconfitta sul campo del Maccabi Tel Aviv. Le speranze dei meneghini erano appese a un filo e i ragazzi di Ettore Messina avrebbero dovuto vincerle tutte sperando negli incroci (davvero complessi) degli altri risultati. Non ci sarà bisogno di fare calcoli: i campioni d’Italia sono fuori.

Olimpia Milano, playoff Eurolega: le parole di Messina dopo l’eliminazione

Congratulazioni al Maccabi, ha giocato un’ottima partita. Nel primo tempo gli abbiamo concesso l’82% da 2 e sei giochi da tre punti, il livello di competitività non è stato quello necessario in questa arena. Nel secondo tempo abbiamo trovato la vecchia chimica, con buona difesa, ci sono stati due momenti decisivi: prima quando abbiamo sbagliato due triple aperte sotto di 6, poi con i tre tiri liberi sbagliati sul -10. La partita è finita lì. Il Maccabi ha giocato bene, ha grande atletismo e questo può fare grande differenza in Eurolega, con due guardie in grado di creare in ogni momento. Questo può fare la differenza nei playoff. I nostri due playmaker titolari hanno giocato 5 partite in stagione assieme, Shavon solo 7 partite in stagione, Datome 4, Pangos è stato fuori per molto tempo, Baron fuori anche lui, Hall ora è fuori da due mesi. La lista è già sufficiente. Pensate di giocare senza Colston e Lorenzo Brown per due/tre mesi, cosa sarebbe successo? Siamo stati bravi e fortunati a trovare Shabazz, ma è stato probabilmente troppo tardi. Non era disponibile prima di Natale, poi l’infortunio di Pangos è stato più lungo del previsto. Quando abbiamo iniziato la striscia con Shabazz, si è rifatto male Shavon. È andata avanti così tutto l’anno. Poi abbiamo perso quattro partite su sei contro le ultime tre in classifica. Che rispetto molto, ma potevamo essere in un’altra posizione di classifica. Ma questa è la vita, la competizione. Poi, ad un certo punto nella stagione, è salita anche la frustrazione perché i risultati non arrivavano“.

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