Sono una romantica. Non come quelle dei film delle commedie americane, o per lo meno non più. Ho smesso. Sono una Romantica letteraria. Sono alla perenne ricerca dell’idea della libertà come fondamentale esigenza, quello stimolo che ci permette di correre, di spingerci altrove. Ma anche di sperimentare. Di muoverci tra i nostri spazi liberi, creare quel gioco di passi che ci permette di andare avanti e indietro, cadere e rialzarci, per capire chi siamo veramente. Cosa ci piace. Dove vogliamo andare. La Sirenetta (come poi tutti i film d’animazione Disney di quel bellissimo periodo che fu il Rinascimento Disney) ha ispirato la me bambina, assieme a Jasmine e Belle. Quando guardavo quella Sirena un po’ matta, col nome che somigliava al mio, che decideva di infrangere le regole di Re Tritone, così burbero (in realtà più dolce e comprensivo di tanti padri che conosco), rimanevo incantata da così tanta determinazione, possibilità e potenza, che non appena terminava il cartone, volevo che ricominciasse subito.

La Sirenetta recensione live-action: la Disney rende Ariel (ancor più) libera, senza stereotipi, romantica e politica

La Sirenetta Recensione

La Sirenetta è un viaggio di formazione, un viaggio dell’avventura di una sirena che viveva in un corpo che le stava stretto, e per quanto lo amasse, la limitava. Non le permetteva di vivere tutto quell’altro mondo di cui era follemente innamorata, di cui possedeva tutto, di cui ne cantava l’amore. Per quel sogno è pronta a rinunciare a tutto, per essere parte di quel mondo.

Ridurre La Sirenetta ad un semplice cartone che parla di una ragazza che decide di mollare tutto perché si è innamorata del principe è un crimine, perché la deruba di tutta quella parte di crescita personale che è la voglia di sperimentare la transizione verso quella vita che vogliamo.

Già La Sirenetta del 1989 ci aveva provato (ovviamente coi suoi limiti, eravamo comunque negli early 90, ed eravamo in casa Disney), ma doveva ancora farsi perdonare tanto. Disney nel suo passato di macchie sul CV di stereotipi ne ha parecchie, e pian piano sta cercando di fare ammenda. Nei precedenti live action, nel tentativo di fare ammenda, era poi caduta nel banale e aveva fatto storcere un po’ di nasi.

Ma il live action de La Sirenetta del 2023 stavolta ha fatto stringere i cuori di quei bambini che guardavano Ariel sperimentare la transizione verso quella vita che avevano già immaginato davanti alla tv di casa. Un live action (che sperimenta egli stesso sul campo) che permette di chiudere il cerchio del Rinascimento Disney (o forse ne apre un nuovo?), a partire già dalla scelta di Halle Bailey, nata Ariel per questo ruolo, sia nella voce da sogno che nel suo muoversi come una vera sirena. I dubbi su come Disney avrebbe rappresentato tutto in fondo al mar c’erano, ma la perfezione è giunta, e sembra quasi naturale pensare di nuotare così sotto e volteggiare con le meraviglie sott’acqua.

Il più grande regalo Disney che ha potuto farci forse è stata proprio lei, Halle Bailey. Vedere realizzato finalmente il sogno di quelle bambine afroamericane che non hanno mai potuto avere una principessa tutta loro. Stavolta La Sirenetta è politica: non ci sono pregiudizi, preconcetti, confini o barriere. Sia nella realtà, rompendo la tradizione di principesse dalla pelle bianca e dai tipici lineamenti, con un’attrice afroamericana e coi dreadlock, che nel live action. Ariel e Eric, quest’ultimo interpretato da Jonah Hauer-King, provenienti da mondi completamente diversi e che hanno vissuto in un mondo che ha sempre negato l’uno l’universo dell’altro, s’innamorano, s’incontrano e sperimentano che significa incontrarsi, senza alcun pregiudizio o preconcetto. Due anime pure, due fogli bianchi innamorati della voglia di scoprirsi, esplorarsi e esplorare ciò che sta fuori. Unire culture, amare culture. E l’amore e la forza di tutta questa voglia di libertà riesce a liberare dal giogo anche gli adulti, chiusi nel loro astio, arroccati nella loro ignoranza.

Vi sembra quasi che stia parlando della nostra società, vero? Eppure è solo il live action de La Sirenetta.

Dentro di noi portiamo tutte le loro ribellioni, e allora lasciamole esplodere queste ribellioni, andiamo al cinema, lasciamoci invadere da questo nuovo film Disney per poi imparare che in realtà l’amore e la comprensione è l’unica chiave per la libertà. Che bello sarebbe se al cinema ci andassero anche gli adulti… (o chi ci governa).

Arianna Lomuscio

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