Giornata Mondiale della Giocoleria. Come ogni terzo sabato di Giugno, oggi si celebra la giornata dedicata all’arte della giocoleria e al mondo magico e coloratissimo del circo. Quest’anno cade appunto oggi, 17 Giugno e noi lo celebriamo attraverso alcune delle opere più belle di Marc Chagall. Uno dei pittori più particolari del ‘900, che ha dedicato al mondo del circo una cospicua parte della sua produzione artistica.

Giornata Mondiale della Giocoleria, un’arte antica valorizzata dal ‘900

Chagall_Le cirque_photocredit:wikipedia
Chagall_Le cirque_photocredit:wikipedia

Nata nel 1975, in occasione della fondazione dell’International Jugglers Association, la Giornata Mondiale della Giocoleria punta a celebrare ed esaltare l’arte dei giocolieri. Coloro i quali sono padroni dell’arte di manipolare uno o più oggetti contemporaneamente e nelle più svariate posizioni. L’arte della giocoleria ha radici lontane. Addirittura ci sono delle testimonianze della presenza di questo tipo di intrattenimento alla corte dei faraoni d’Egitto. Come spesso accade per tutto quello che ha a che vedere con musica, divertimento e colori, durante il medioevo questo tipo di intrattenimento venne visto come riprovevole e relegato a disciplina di artisti di strada che venivano percepiti come “saltimbanchi” e nulla più. Il vero riconoscimento per questa splendida arte si ha a partire dagli inizi del ‘900, quando i giocolieri vengono ammessi ad esibirsi nei circhi. Diventano così dei veri e propri artisti riconosciuti universalmente.

A riprova di quanto detto, possiamo facilmente vedere come alcuni dei più importanti artisti del ‘900, italiani e non, hanno dedicato almeno una delle loro opere alla figura dei giocolieri e al mondo del circo. Ognuno con la propria interpretazione e il proprio stile. Picasso addirittura venne definito come uno dei più grandi esponenti dell’arte circense. Le opere che vanno dalla fine del 1904 all’inizio del 1906 sono incentrate solo su questo tema ed hanno per protagonisti saltimbanchi o artisti di strada. Si contano circa 300 lavori di questo tipo, tra dipinti, incisioni, sculture e ceramiche. Ma anche Seurat e Toulouse-Lautrec non mancarono di dedicare al circo e ai giocolieri alcuni dei loro lavori. Colui che però riuscì forse meglio di chiunque altro ad esprimere su tela la particolarità e la magia del mondo del circo, è stato Marc Chagall.

Chagall: “Un circo è inquietante. È profondo”

Chagall_due versioni de "Il Giocoliere"_1942/1960_photocredit:wikipedia
Chagall_due versioni de “Il Giocoliere”_1942/1960_photocredit:wikipedia

“Per me il circo è uno spettacolo magico che passa e scompare come un mondo. I clown, le cavallerizze, gli acrobati fanno parte del mio immaginario perché i loro colori e le loro maschere mi trasportano verso altre deformazioni psichiche che sogno di dipingere. Perché? Perché sono così commosso dal loro trucco e dalle loro smorfie? Con loro posso muovermi verso nuovi orizzonti.”

Così descriveva Chagall il mondo del circo. Ed è proprio quest’atmosfera che cerca di riprodurre in alcune delle sue tele più belle. Il pittore russo naturalizzato francese, d’origine ebraica chassidica, è una delle figure centrali dell’arte del ‘900. I colori vivaci, i soggetti onirici e surreali, il tratto semplice e genuino sono le sue caratteristiche pittoriche identificative. E forse è proprio questo che gli permette di rendere così bene il tema dell’arte circense. La vita di Chagall fu tutt’altro che un “circo”. Fu complessa, fatta di luci e ombre, di momenti di gioia alternati a momenti di immenso dolore. L’allontanamento dalla patria, l’olocausto ma soprattutto la perdita dell’amata moglie Bella, soggetto di molte delle sue opere più celebri. Nei dipinti di Chagall il colore supera i contorni dei corpi straripando sulla tela. Così le figure si espandono in macchie o fasce di colore. Colori che, potenziati in modo espressionista, deformano in modo gioioso le figure. 

Chagall_le gran cirque e le cheval de cirque_photocredit:Christie's Images/sothebys.com
Chagall_le gran cirque e le cheval de cirque_photocredit:Christie’s Images/sothebys.com

Chagall prende spunto dall’arte circense per utilizzarlo come metafora della vita. Il circo ci permette di essere proiettati fuori dalla banalità e dalla tristezza della vita vera. I suoi dipinti sono colorati, vivaci, brillanti e ci parlano di mondi quasi magici e privi di qualsiasi tipo di legge razionale. Proprio come il mondo del circo. Nella produzione pittorica di Chagall, infatti, anche in quadri che non riguardano direttamente l’argomento circense, i personaggi, gli animali e persino gli oggetti dei suoi paesaggi, si lanciano in spericolate acrobazie, si staccano dalla realtà e vengono trasportati in una dimensione altra, dove non esistono regole né forza di gravità. Il tema del circo percorre così tutta l’opera del pittore. Già alla prima metà degli anni Dieci, risalgono schizzi e disegni che rappresentano acrobati e tendoni.

Le Cirque Vollard, 38 litografie

Chagall_due delle litografie a colori de "le cirque"_photocredit:wikipedia
Chagall_due delle litografie a colori de “le cirque”_photocredit:wikipedia

Lo spettacolo del circo e dei suoi artisti aveva affascinato Chagall fin dai tempi della sua infanzia a Vitebsk, in Russia, dove acrobati itineranti e cavalieri venivano spesso a intrattenere la folla alle fiere di paese. Una ricca serie di guazzi a tema circense, raccolti nel ciclo “Cirque Vollard” dal nome dell’editore Ambrosie Vollard, frequentatore, assieme allo stesso Chagall, di numerosi teatri, è stato il progetto che il pittore ha interamente dedicato a questo universo magico. La pura euforia di queste immagini, la loro pura gioia e lo spirito che afferma la vita è il tratto distintivo che accomuna tutte queste litografie. Nel 1962, Chagall inizia a lavorare a una serie che divenne nota come “Le Cirque”

Prendendo come punto di partenza i primi guazzi commissionati da Vollard, Chagall incise 23 litografie a colori e 15 in bianco e nero. Le litografie a colori furono pubblicate nel 1967 da Tériade Éditions in un’edizione deluxe, per le quali Chagall scrisse il testo di accompagnamento. Nel suo lavoro, ha costantemente cercato di creare mondi fantastici in cui tutto è possibile. Per lui il palcoscenico del circo era lo scenario ideale per atti onirici e straordinari. Trapezisti, giocolieri, acrobati, pagliacci e violinisti fluttuano nei propri spazi metafisici, sfidando, come il circo stesso, le leggi formali della composizione.

Ilaria Festa

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