Fernando Botero, l’artista colombiano delle forme voluminose e dei colori vibranti è scomparso qualche giorno fa, all’età di 91 anni, e ci sembrava doveroso dedicargli il nostro consueto appuntamento della Rubrica Arte. Artista straordinario dallo stile inconfondibile, ci lascia un patrimonio artistico ingente.

L’arte è una tregua spirituale e immateriale dalle difficoltà della vita. Occorrono occhi freschi, liberi da ogni pregiudizi. Fortunatamente l’arte ha una grande dote, quella di essere inesauribile. È un processo senza fine, nel quale non si smette mai di imparare.”

L’arte e la Colombia

Fernando Botero posa con una sua opera_photocredit:web
Fernando Botero posa con una sua opera_photocredit:web

Fernando Botero, “il più colombiano tre gli artisti colombiani” come amava definirsi lui stesso, ha una formazione artistica principalmente da autodidatta, pur avendo frequentato l’Accademia San Fernando di Madrid e l’Accademia San Marcos a Firenze. Le sue prime opere conosciute sono le illustrazioni che ha pubblicato nel supplemento letterario del giornale El Colombiano, nella sua città natale. La svolta nella sua carriera artistica pare sia arrivata nel 1956 ca, quando inizia a sperimentare con le forme su tela. Stava dipingendo un mandolino quando si accorse di aver creato delle forme esagerate. Questo episodio ha innescato la scintilla della sua straordinaria creatività ed ha gettato le basi per il suo inconfondibile stile caratteristico.

Bisogna descrivere qualcosa di molto locale, di molto circoscritto, qualcosa che si conosce benissimo, per poter essere compresi da tutti. Io mi sono convinto che devo essere parrocchiale, nel senso di profondamente religioso legato alla mia realtà, per poter essere universale.”

due versioni de la "pareja bailando"_photocredit:wikipedia
due versioni de la “pareja bailando”, 1987 e 1984_photocredit:wikipedia

Botero aveva uno speciale rapporto con l’Europa che aveva deciso di conoscere a fondo con un viaggio finanziato dalla sua seconda vittoria al “premio del Salon de artistas colombianos”. Aveva conseguito gli studi giovanili in Italia, dove aveva avuto occasione di conoscere a fondo il lavoro del Rinascimento. Periodo che ha molto influenzato il suo modo di intendere l’arte, pur mantenendo il suo personalissimo stile. Una curiosità è che Botero ha aperto nel 1983 uno studio a Pietrasanta, in provincia di Lucca, cittadina in cui trascorreva parecchio tempo. I soggetti dipinti sono molto vari, ma tutti però rimandano alla sua terra natale: la Colombia. Scene di strada, di vita domestica, ritratti satirici e non di personaggi politici e/o pubblici, nature morte e qualche paesaggio. La Colombia è la sua fonte principale di ispirazione.

Il mio argomento è la Colombia ed è sempre stata la Colombia; Ho vissuto molti anni a New York, a Parigi, e non ho mai avuto la sensazione di dipingere un soggetto americano o francese. Il fatto è che l’arte – e l’artista – devono avere radici nella propria terra, nella propria vita: la mia vita è in Colombia, e la mia terra è la Colombia.”

Fernando Botero e la Sensualità della Forma

hombre y mujer, 2001_photocredit:wikipedia
hombre y mujer, 2001_photocredit:wikipedia

Il suo stile così particolare è caratterizzato da forme voluminose e guai a dire che l’artista dipingeva persone “grasse” come spesso alcuni critici hanno dichiarato. Un’affermazione troppo semplicistica per un concetto che andava al di là della forma stessa. Attraverso i volumi esagerati, Botero esplora la “sensualità della forma” e affronta tanti argomenti diversi. Attraverso il volume dei suoi personaggi, l’artista enfatizza ed evidenzia le caratteristiche di ogni soggetto, aumentando di conseguenza l’impatto che questo ha nello spettatore. Gli sguardi sono sempre persi nel vuoto, sembra quasi che osservino senza guardare. 

“La più grande gioia nella pittura è la sensualità della forma. Cioè, una gioia più per il senso del tatto che per la vista”

Flamenco, 1984_photocreidt:wikipedia
Flamenco, 1984_photocreidt:wikipedia

Botero era fiero di essere colombiano e la Colombia e i suoi cittadini, dal canto loro, lo hanno amato e celebrato. Preso di mira anche dal gruppo terroristico a cui apparteneva Pablo Escobar, Botero non ha mai smesso di amare la sua terra e di omaggiarla attraverso la sua arte. Tante le sculture che adornano la capitale e non solo. Uno dei pittori più rappresentativi dell’età contemporanea, Botero ha saputo creare uno stile talmente personale da essere immediatamente riconoscibile. La dilatazione delle forme che diventano in un certo senso irreali e di grandi dimensioni e i personaggi raffigurati immobili, come delle sculture senza emozioni, sono quello che noi oggi chiamiamo “boterismo”.

Nell’arte il segreto per crescere è confrontarsi. Un’esposizione in un museo è una opportunità per confrontare un’opera con un’altra che è sempre la migliore lezione di pittura. Occorrono occhi freschi, liberi da ogni pregiudizio. Fortunatamente l’arte ha una grande dote, quella di essere inesauribile. È un processo senza fine, nel quale non si smette mai di imparare.

Ilaria Festa

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