Tanta curiosità per questo nuovo Milan targato Gerry Cardinale che, da quello che sembra in queste prime giornate, ha ingranato la quinta e tenta una scalata importante alla Champions League.

Questo Milan targato USA non smette di stupire. Gli addetti ai lavori, i tanti tifosi, gli appassionati di gioco d’azzardo, sono lì a guardare questa macchina perfetta che, nonostante i tanti nuovi innesti, sembra giochi da sempre insieme. Sono molti, moltissimi, infatti, coloro che amano scommettere sul calcio, che preferiscono puntare sulla propria squadra del cuore, che hanno prestato attenzione a questa nuova leva milanista, così potente da poter pensare già allo scudetto. Ecco dunque, cosa si cerca: una lista di piattaforme come queste, una serie di siti dove scommettere, un po’ di sano divertimento e un occhio puntato sulle squadre favorite. I rossoneri, comunque, questa possibilità di vittoria la mostrano con sfrontatezza, in campo e fuori dal campo, con buona pace dei tanti detrattori di Pioli e della dirigenza.
Il benvenuto di Pulisic, la vera stella di questo nuovo Diavolo, è stato dei più memorabili: gol, assist, fisicità, presenza, velocità. Il centrocampista americano è arrivato qui con le migliori intenzioni, dopo anni un po’ in ombra al Chelsea. Vuole far bene, si vede, ha voglia di dare il massimo e di vincere la Champions League. Inaspettato? Probabilmente, soprattutto dopo il divorzio un po’ amaro tra la società e Maldini.
Addio di Maldini: un fulmine a ciel sereno
Il divorzio di Cardinale da Paolo Maldini non è stato preso bene né dai giocatori né dai tifosi. La tensione e lo smarrimento legati a una svolta così clamorosa hanno, sicuramente, agitato l’estate milanista che, a onor del vero, si immaginava una rivoluzione ancor più clamorosa, specie dopo l’acquisto da parte del Newcastle di Sandro Tonali, un vero e proprio idolo della tifoseria. Ultras attoniti, qualcuno inferocito, tante critiche dal vivo e sui social, molta rabbia. Interessante come Cardinale e il suo staff non si siano mai lamentati, non abbiano mai reagito, non abbiamo proferito parola. Hanno lavorato, con calma, ambizione, hanno comprato tanti nuovi giocatori, hanno messo gente come Pulisic, Reijnders, Loftus-Cheek, Okafor, Chukwueze e Musah al centro del nuovo progetto, hanno mollato De Ketelaere all’Atalanta e sono ripartiti.
Sempre con Pioli, ovviamente, anche se il valzer degli allenatori quest’anno ha messo Spalletti alla guida dell’Italia al posto di Mancini. Le prime impressioni sono quelle di una squadra completamente rinnovata, con grande attenzione verso la qualità, con Leao ancora più leader, con Maignan una vera sicurezza in porta e con tanta carne a cuocere, tanta umiltà ma anche grinta e carattere. Si può immaginare, dunque, un Milan a tutto tondo, capace di far bene in Europa.

Si può puntare alla Champions League?
L’anno scorso l’amaro grande, quello che poco si digerisce, è arrivato con le semifinali di Champions. Perdere il derby, contro gli interisti, giocando male, con poca convinzione, è stata una bella mazzata. Si può, però, invertire la rotta quest’anno? I presupposti ci sono tutti, i giocatori sono molto emozionati ma pimpanti e il girone di Champions sarà difficile ma non impossibile. PSG, Borussia Dortmund e Newcastle saranno le avversarie dei rossoneri, con tanti cambiamenti a cui pensare come Luis Enrique alla guida dei francesi, Tonali al centro del campo per gli inglesi come grande ex e Dortmund a metà classifica dopo un paio di sconfitte in Bundesliga.
Cardinale, il presidente del Milan, ha un’idea di calcio molto americana in cui tutto è business, veicolando l’attenzione verso la squadra per monetizzare, ma, al tempo stesso, diventare ancora più grandi e affamati in campo. Questa idea, che poi è quella di Commisso e quella di Friedkin (rispettivamente a capo della Fiorentina e della Roma), sta cambiando un po’ l’idea di calcio tradizionale in Italia e sta portando una ventata di freschezza inimmaginabile fino a qualche anno fa. Speriamo abbia ragione, dunque, e tifiamo nel vedere il Milan in cima all’Europa, la sua casa per decenni, la sua appartenenza.





