Giacomo Poretti: la moglie è Daniela Cristofori attrice e psicoterapeuta: dallo loro unione è arrivato Emanuele nel 2008 unico figlio della coppia.
Stasera l’attore sarà insieme a Paolo Rossi, Mario Biondi, Rocco Tanica, tra gli ospiti de Splendida Cornice, in onda a partire dalle 21:30 su Raitre. Archiviato il matrimonio con Marina Massironi durato quattro anni dal 1985 al 1989, Poretti incontrava una nuova donna del mondo dello spettacolo, Daniela Cristofori. Psicologa dal 2005 e poi successivamente psicoterapeuta la donna ha integrato competenze artistiche e teatrali nella sua formazione portate avanti parallelamente alla sua carriera professionale. Nel 1991 si diploma in regia teatrale all’Accademia D’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Dopo la formazione come Psicoterapeuta comincia ad utilizzare nel lavoro con i gruppi diverse tecniche attive tratte dal lavoro degli attori e da qualche anno utilizza le competenze di attrice e scrittrice come strumento culturale per portare all’orecchio del pubblico temi che le sono cari. Inizia la collaborazione con il marito Giacomo Poretti con il quale ha realizzato gli spettacoli Litigardanzando trattante il tema del legame di coppia in una chiave ironica.
Giacomo Poretti chi è la moglie Daniela Cristofori

Nel 2021 scrivono quattro mani ed interpretano “Funeral home” (2021), commedia scritta dopo la traumatica esperienza legata alla pandemia da Covid19, che li ha spinti a parlare del nostro rapporto con la vecchiaia e con la morte. A riguardo, avevano realizzato un’intervista di coppia nel periodo pandemico quando entrambi erano stati affetti dal virus. Sulle pagine di Vanity Fair aveva raccontato i momenti che aveva vissuto insieme al marito quando scoprivano di aver contratto entrambi il coronavirus:
“A un certo punto mi sono resa conto che l’altra persona davanti a me non era più quella che conoscevo. Giacomo è una persona allegra, positiva, ma il virus l’ha buttato giù. A un certo punto ci siamo detti: dobbiamo essere ottimisti per nostro figlio. Così quando lui era completamente a terra, io mi trasformavo in quella combattiva; mentre quando mancavano a me le forze, lui diventava quello grintoso. Anche in questo abbiamo fatto i turni. Finché a un certo punto abbiamo provato a scherzare su qualsiasi cosa. Quando ci sedevamo a tavola, tutti molto distanti, da un capo all’altro del tavolo, ci sembrava di pranzare come i sovrani di un tempo. Come tante famiglie anch’io ho rinunciato all’aiuto della colf, facendo tutto da sola anche quando stavo male. Lavatrici comprese. Un giorno ho scoperto che Giacomo, ammalato con la febbre alta, si era cambiato sette camicie in meno di 24 ore, una ogni volta che, per effetto della tachipirina, scendeva la temperatura e sudava. Con mio figlio abbiamo iniziato a prenderlo in giro per il suo non volere mai rinunciare alla camicia, anche se stava sul divano tutto il giorno. I nostri amici, che lo vedevano in videochiamata, l’hanno soprannominato “Poretti, the master of elegance”, io pregavo solo che smettesse di sudare».
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