La donna delinquente, la prostituta e la donna normale è un’opera di Cesare Lombroso, medico e antropologo che delineò nell’Ottocento il profilo preciso della donna patologica. Anche se considerato uno dei padri della criminologia, (fortunatamente) la scienza moderna ha smentito le teorie di Lombroso, in quanto fondate su pregiudizi.
La donna patologica di Cesare Lombroso

Cesare Lombroso è conosciuto per aver condotto nel corso dell’Ottocento, ricerche sulle caratteristiche fisiche degli individui, con lo scopo di dimostrare che alcune caratteristiche fisiche potessero essere indicative di una predisposizione alla criminalità. Egli delineò questi studi anche alla figura femminile, andando ad individuare, con stereotipi annessi, un particolare tipo di donna, ritenuta “patologica“.
Come possiamo comprendere dall’opera “La donna delinquente, la prostituta e la donna normale” pubblicata nel 1893, Lombroso aveva una visione controversa sulla donna delinquente. Nelle sue teorie, sostenne che le donne delinquenti erano un’eccezione rispetto agli uomini delinquenti e attribuì la delinquenza femminile a cause principalmente biologiche, come l’atavismo. Credeva che le donne delinquenti mostrassero caratteristiche fisiche e psicologiche che le rendevano simili a primitive o selvagge, ritenendo che fossero “ataviche” o arretrate nell’evoluzione.
Il profilo della donna delinquente
Le teorie di Cesare Lombroso sulla “donna delinquente” comprendevano diverse affermazioni e concetti specifici. In primo luogo parlava di Degenerazione. Egli riteneva che alcune donne fossero degenerate a causa di fattori ereditari o biologici. Questa degenerazione le avrebbe rese più suscettibili a comportamenti devianti e criminosi.
Nella delineazione del profilo della donna delinquente, fondamentali erano le anomalie fisiche. Lombroso attribuiva grande importanza alle caratteristiche fisiche e al cranio come indicatori di predisposizione alla criminalità. Credeva che le donne con anomalie fisiche avessero una maggiore probabilità di diventare “donne patologiche.”
Un altro dato fondamentale era la tendenza alla prostituzione. Egli collegava la prostituzione alla patologia e riteneva che molte donne coinvolte in questa attività fossero intrinsecamente malate o deviate. Nell’opera si parla infatti di prostituta-nata, una donna prostituta per vocazione o tara genetica.
Proprio come molti altri studi dell’Ottocento, Cesare Lombroso prendeva in considerazione il diffuso pregiudizio della predisposizione della donna all’isteria e alla nevrosi. Spesso associava le donne patologiche a condizioni come l’isteria e la nevrosi, sostenendo che queste condizioni le rendessero più inclini a comportamenti criminali.
L’inferiorità biologica della donna
Le teorie di Cesare Lombroso, dimostrano un contenuto prodotto da stereotipi e generalizzazioni. All’interno è presente una forte convinzione sull’inferiorità biologica della donna. Nei suoi studi afferma anche che le donne fossero biologicamente inferiori agli uomini e che la delinquenza femminile fosse una conseguenza di questa inferiorità.
È infatti importante delineare che la criminalità per Lombroso è un evento che concerne in maggioranza la popolazione maschile e non femminile. Riconosce che la donna non può essere criminale nella misura in cui lo è il genere maschile e questo non per maggiore moralità o buon senso, ma perché in quanto incapace di essere criminale per mancanza di coraggio e di vigore fisico, nonché di intelligenza. La minore devianza nelle donne viene ad essere un ulteriore segno dell’inferiorità della femmina rispetto al maschio che sarebbe più capace di agire come dimostrerebbe anche la sua maggiore capacità di divenire un criminale. La donna svilupperebbe la prostituzione che sarebbe il suo tipo specifico di criminalità.
La prostituta è dunque una criminale, psicologicamente; se non commette reati, si è perché la debolezza fisica, la scarsa intelligenza, la 9 facilità di procurarsi tutto ciò che desidera con il mezzo più facile e quindi, per la legge del minimo sforzo preferito, della prostituzione, ne la dispensa; e appunto per questo rappresenta la forma specifica della criminalità femminile.
Cesare Lombroso, “La donna delinquente, la prostituta e la donna normale“, 1893
Le teorie di Lombroso sulla “donna patologica” erano basate su presupposti scientifici discutibili e spesso riflettevano stereotipi di genere. La criminologia moderna ha rimosso molte di queste idee, riconoscendo che la delinquenza e la patologia possono manifestarsi in entrambi i sessi in modi complessi e non possono essere semplicisticamente attribuite a caratteristiche biologiche o sessuali. Tuttavia, le teorie di Cesare Lombroso ebbero per qualche tempo dei riscontri reali, portando alla cattura di determinate persone che mostrassero una particolare caratteristica fisica.
Martina Capitani
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Ph: Fotografie di donne cilene condannate per omicidio per le teorie di Cesare Lombroso sulla “donna patologica” – Photo Credits museolombroso.unito.it





