Chi sono i figli di Luca Barbareschi? Michael, il primogenito, è arrivato nel 1974 da una fugace avventura. Della sua esistenza l’attore l’ha scoperto a diversi anni di distanza, durante una festa a New York, quando una ex glielo ha confessato. Dal matrimonio con Patrizia Fachini hanno invece visto la luce Beatrice, Eleonora e Angelica. Infine, da Elena Monorchio, la sua attuale moglie, ha avuto i più piccoli, Maddalena e Francesco Saverio.

In una vecchia intervista Luca Barbareschi ha fornito qualche dettaglio sul loro conto: Eleonora (classe 1984) ha creato un’azienda di design interdisciplinare, si è comprata casa da sola, non l’ha mai aiutata e desiderava cambiarsi il cognome; Beatrice (1985) ha una laurea ed è sposata con due figli; Angelica (1993) ha iniziato per conto proprio una carriera di attrice. Infine, Maddalena e Francesco Saverio sono ancora piccoli e Luca ha preferito non divulgare notizie in merito.

Eleonora Barbareschi, in un’intervista al Corriere della sera, commenta le parole del padre: “Mi è mancata la sua presenza. Non lo faceva per cattiveria, ma perché è troppo preso da se stesso. Un’assenza scivolata poi nella sua rigidità”

“Il problema è confondere la linea sottile che intercorre tra il rendere un figlio libero di emanciparsi e l’abbandono”. Sul Corriere della sera, Eleonora Barbareschi, figlia dell’attore Luca, commenta le dichiarazioni del padre, che in un’intervista a Pierluigi Diaco ha ribadito la sua intenzione: non lascerà un euro ai suoi sei figli, perché “i figli dei ricchi diventano cretini, ma non sono cretini. Il cervello è un muscolo e va allenato. Se tu non studi non elabori, il cervello s’impigrisce”. Su quell’eredità, dice Eleonora, terzogenita dell’attore, non ci ha mai contato.

“Condivido con le mie sorelle l’eredità, quella sì, di un genitore con un carattere difficile, che ci ha allevato come tre maschi e quindi con il desiderio di essere libere, di venire riconosciute per i propri sforzi, in maniera meritocratica. Il problema, semmai è un altro”.

 Eleonora si è sentita abbandonata dal padre: 

“Mi è mancata la sua presenza. Non lo faceva per cattiveria, ma perché è troppo preso da se stesso. Un’assenza scivolata poi nella sua rigidità. La sua fissazione di costringerci a camminare con le nostre gambe. Se, a suo tempo, mi avesse comprato casa non mi sarei mica offesa”

Una distanza così grande che Eleonora voleva cambiare cognome, per non essere associata al padre. Poi ci ha ripensato. 

“Ci siamo incontrati: mi sono specchiata nei suoi occhi, abbiamo scoperto di avere delle esperienze condivise e allora mi sono detta: chi se ne importa del cognome, è la genetica che vince. Abbiamo riallacciato il rapporto, la rabbia è sparita. Avevo anche risolto il problema di essere figlia di un personaggio famoso”. 

La storia di Luca Barbareschi

Barbareschi si trasferisce presto nella città italiana del cinema, Roma, e intraprende il percorso artistico. Frequenta lo Studio Fersen e apprende le diverse tecniche della recitazione, come tanti altri grandi attori passati di lì, come ad esempio Alessandro Haber.

Capisce che il capoluogo del Lazio non gli basta più e così si trasferisce a Chicago, dove inizia la vera carriera professionale. Inizialmente diventa aiuto regista di Virginio Puecher, dopodiché vola a New York per unire il mestiere con la continuazione degli studi.

La svolta avviene nel 1983 quando scrive la sceneggiatura per Summertime, pellicola di Massimo Mazzucco che ottiene subito un gran successo, tanto da essere presentato al Festival del Cinema di Venezia; è qui che vince il premio come miglior opera di regista esordiente.

Torna in Italia e viene scelto in diversi lungometraggi come attore. Il suo volto è uno dei più noti nei film tra gli anni Settanta e Ottanta, che lo portano a lavorare con registi del calibro di Gabriele Salvatore e Carlo Vanzina.

Per Barbareschi tuttavia non c’è stato solo il grande schermo. Prende parte ad alcuni programmi televisivi, fino a quando si butta, con successo, alla guida di diversi film. Il primo è Ardena nel 1997, il secondo, Il trasformista nei primi anni Duemila.

La Casanova Multimedia S.p.A., nota casa di produzione, l’ha fondata lui nel 2009. Con essa realizza alcune miniserie per il piccolo schermo come ad esempio Walter Chiari – Fino all’ultima risata.

Ricordiamo che Luca Barbareschi, nel 2008, decide di intraprendere anche un altro percorso: quello della politica. Si candida con il Popolo della Libertà nella circoscrizione Sardegna. Viene eletto e ottiene l’incarico di Presidente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni. Solo due anni dopo, lascia le idee del movimento per Gianfranco Fini ed entra in Futuro e Libertà. Ma neanche questo sembra convincerlo, tanto da prendere parte al gruppo misto, fino al 2013.

Si cimenta nella scrittura e pubblica nel 2017 la sua prima biografia dal titolo: Cercando segnali d’amore nell’universo.