Mirko Casadei, continua a portare avanti l’eredità del padre nonchè “Re Del Liscio” Raoul Casadei, venuto a mancare nel 2021 a causa del Covid

Il musicista sarà ospite oggi a La Volta Buona, in onda a partire dalle 14:00 su Raiuno dove ricorderà insiema alla conduttrice Caterina Balivo il padre Raoul Casadei scomparso esattamente tre anni fa. Classe 1972, Mirko unico figlio del Re Del Liscio, porta guida l’Orchestra Casadei con il progetto di portare avanti una tradizione fondata nel 1928, che appartiene a tutti gli italiani, con grande attenzione al ricambio generazionale. Con il suo pop-folk, Mirko Casadei ha proposto nuovi sound attraverso le tante contaminazioni musicali che ha realizzato nei suoi live: Mark Ribot, Richard Gallianò, Simone Cristicchi, Modena City Ramblers, Paolo Fresu, Morgan, Eugenio Bennato, L’Orchestra Popolare della Notte della Taranta, Paolo Belli, Il Canzoniere Grecanico Salentino, Roy Paci, Goran Bregovic, Frankie Hi-NRG MC, Gloria Gaynor, Kid Creole and the Coconuts, Mario Reyes, Elio e le Storie Tese, Claudio Baglioni, Nomadi, Irene Grandi, Eugenio Finardi e molti altri.

Mirko Casadei, il rapporto con il padre: “Mi diceva sempre di essere più genuino”

Mirko Casadei e il padre

Mirko Casadei con la sua POPular Folk Orchestra ha suonato in molte città Italiane ed è stato ospite di importanti Festival. Tra i festival più significativi spiccano le partecipazioni ad “O’Scià” a Lampedusa ospiti di Claudio Baglioni poi “Time in jazz” a Berchidda (SS) con Paolo Fresu. “Balamondo World Music Festival”, del quale Mirko è il direttore artistico, a Rimini con Richard Galliano, Marc Ribot, Gloria Gaynor. Mirko con la sua Band conquista gli emigrati italiani e gli stranieri che partecipano ai concerti, facendo anche jam session con orchestre del territorio, in uno scambio culturale di folklore e di canzoni. Ospite a BellaMà Casadei aveva parlato del padre: “Non sento il vuoto perchè Raoul era talmente pieno di energia che è come se non fosse mai scomparso, è sempre qui con me, spesso lo sogno anche la notteAlla fine eravamo sempre d’accordo. Non ho mai avuto paura di deluderlo perchè lui è sempre stato il mio primo fan e sapeva che potevo solo aggiungere qualcosa di nuovo alla tradizione

Aggiungeva sul rapporto con il celebre Raoul: “Mio padre mi diceva sempre di essere più genuino e trasparente possibile, proprio come lo era lui nel rapporto con il suo pubblicoVogliamo portare avanti la battaglia per fare in modo che il liscio da semplice tradizione, come il tango argentino, diventi presto patrimonio mondiale dell’Unesco“. In occasione della pubblicazione nel 2022 del libro “Figlio del re” scritto da Mirko per ricordare il padre aveva raccontato a Il Resto Del Carlino: “Essere il figlio del re del liscio significa avere un popolo di persone che ti vogliono bene...Ha fatto del liscio una vera e propria industria. Ma a lui non interessavano i soldi, era un imprenditore con le idee. Con la Ca’ del liscio ha creato un locale da cinquemila posti, un’opera faraonica. Arrivavano pullman da tutta Italia per ballare nel tempio del liscio, in cui ci sono stati i più grandi artisti italiani e internazionali, da Ray Charles a Gloria Gaynor. Quando un’idea cominciava a esaurirsi, poi, lui se ne faceva venire un’altra”.

Sull’innovazione portata dal genitore sul liscio ha aggiunto: “Il mondo è cambiato, ma credo che in questo contesto globalizzato ci sia ancora più spazio per le origini e le tradizioni. Raoul ha rotto il ghiaccio portando un’orchestra popolare e contadina su palcoscenici come Sanremo o il Festivalbar. Per lui il termine popolare era meraviglioso, non si è mai vergognato di essere ruspante, autentico. Oggi ci sarebbe bisogno di questa genuinità“. Fonte Il Resto del Carlino

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