Il miglior Sei Nazioni della storia per risvegliare una passione che non si era mai davvero infuocata. Le ottime prestazioni messe insieme dall’Italia del rugby hanno appassionato, finalmente, il grande pubblico nostrano che si è schierato in massa, questa volta, dalla parte della Nazionale italiana. Le imprese dei ragazzi, giovani e rampanti, assemblati dal Commissario Tecnico Gonzalo Quesada hanno portato due vittorie all’interno dell’ultimo torneo europeo (affermazioni contro Scozia e Galles) che hanno elevato i combattenti azzurri all’onore delle cronache. Il popolo del Belpaese vede, adesso, con un altro occhio la palla ovale.

Italia del rugby, le parole del veterano Federico Ruzza: “Ora gli italiani ci guardano con occhi diversi”

(Credit foto – pagina Facebook FIR, Federazione Italiana Rugby)

Anche due anni fa avevamo vinto a Cardiff – la spiegazione di Federico Ruzza, uno dei veterani del gruppo, 29enne seconda linea padovano, uno dei giganti che hanno spinto la mischia azzurra -, ma poi non abbiamo saputo dar seguito a quel successo. Però il gruppo è cresciuto e con Quesada è arrivata la maturità. Il nuovo CT ci ha dato la solidità che serve nei momenti più importanti. Non ci siamo mai fatti prendere dalla foga con la palla in mano e abbiamo raggiunto l’equilibrio tra le due fasi di gioco. Sì, sabato sera ci siamo lasciati andare anche noi, ma da oggi si torna a lavorare. Bisogna analizzare le vittorie come le sconfitte, capire in che cosa dobbiamo migliorare. Perché nel primo tempo potevamo fare più punti e nel secondo abbiamo rischiato troppo. Certo, fa piacere vedere che intorno a noi c’è un mondo che ci guarda con occhi diversi. Ma conoscendo questo gruppo so che tutti torneranno a lavorare come se non fosse successo nulla. La pressione prima di Cardiff? Certo che l’abbiamo sentita. Ma finalmente, direi. In Galles sapevamo di giocarci molto a livello di soddisfazioni di gruppo, ma soprattutto di movimento. Sono quelle partite che tutti vorrebbero giocare“.

(Crediti foto: Italia Team | Facebook)

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