Dopo 15 anni dall’uscita il Talento di Mr.Ripley (1999, Anthony Minghella) è un film ancora attuale. Uscito nel 1999, anno d’eccellenza per il cinema, che ha visto una predilezione per film incentrati sul sottile confine tra realtà e la finzione (basta pensare a Fight Club, Ragazze Interrotte, Eyes Wide Shut, American Beauty) questo cult cinematografico si inserisce in quell’estetica cinematografica da non dover dimenticare.
Il Talento di Mr.Ripley del XXI secolo

Le persone sono andate in visibilio per Saltburn (2023,Emerald Fennell). Questo giovane arrampicatore sociale, che cela la sua vera identità allo scopo di cogliere i piaceri dalla ricchezza, ha travolto la mente (e il cuore) della nuova generazione. I social pieni di Barry Keoghan e Jacob Elordi, di scene “scioccanti” e di video in cui la gente danza per casa al ritmo di Murder on the Dancefloor, hanno dimostrato che il pubblico attuale è in grado di apprezzare una narrazione che va al di là della semplice dichiarazione di un messaggio morale. Siamo pronti a immergerci con la nostra mente, captare segnali indiretti e trovare un’interpretazione che spinge al pensiero e alla riflessione.
Lo stesso era successo con Inventing Anna, la mini-serie Netflix dedicata alla vita di Anna Delvey, o meglio, Anna Sorokin, la celebre truffatrice che ha scalato i piani alti dell’elite di New York inventando da zero la sua identità.
Siamo tornati dunque a 15 anni fa, periodo di nascita per i “Mind-game film“, quel genere affascinante in cui l’incrocio tra realtà e finzione rende impossibile la comprensione della verità. I protagonisti (narratori) giocano con la nostra mente, mostrandoci quella parte di verità che giustifica il loro modo di comportarsi e la loro psiche.
Questi film, sono la forma attuale del genere. Come i film dei Movie Brats sono la riproposta dei Gangster movie degli anni ’30, questi film sono la proposta attuale di tutto quel filone dimenticato da qualche annetto.
In particolare, sembra che il tema della “falsa identità” sia un concetto interessante per il nuovo pubblico. Sarà dovuto al contesto sociale in cui siamo immersi oggi? Effettivamente, fare i conti con l’identità dell’altro è diventata una routine nel periodo dei Social Media. Ma questa è un’altra storia. Oggi vogliamo solo dirvi i motivi, per cui aprire Netlfix o Prime Video e (ri)vedervi il Talento di Mr.Ripley.
L’Italia degli anni ’50: lo specchio dell’anima di Tom Ripley
L’idea di un giovane arrampicatore sociale che cela la sua vera identità per cogliere i piaceri della ricchezza è affascinante e inquietante allo stesso tempo. Il fatto che le persone siano rimaste travolte da questo personaggio dimostra che siamo attratti da storie di ambiguità morale e di personaggi complessi.
Questi film ci mettono alla prova, ci costringono a mettere in discussione la nostra percezione della realtà e a interrogarci sulla natura della verità. Il Talento di Mr.Ripley è un film magistrale che ci porta in un viaggio nella mente di un uomo ossessionato dall’identità e dalla ricchezza. Il personaggio di Tom, ci aiuta a riflettere sulla vera natura dell’uomo e cosa è disposto a fare per ottenere ciò che vuole.
Se questo paragone non vi convince, un altro motivo per cui occorre vedere Il Talento di Mr.Ripley è l’ambientazione. Il film è infatti ambientato nell’Italia degli anni ’50, in paesaggi maestrali e quotidiani che solo alcuni film del Neorealismo hanno reso giustizia. Se avete apprezzato film come È stata la mano di Dio (2021,Paolo Sorrentino) o Call Me By Your Name (2017, Luca Guadagnino), non potete che amare i paesaggi di Il Talento di Mr.Ripley.
L’Italia degli anni ’50 era un paese in profonda trasformazione. Il boom economico era in pieno svolgimento e la società italiana stava cambiando rapidamente. Il film coglie perfettamente questa atmosfera di fermento, diventando parte integrante della stessa storia. L’ambientazione del film infatti non è solo un mero sfondo. I paesaggi dell’Italia meridionale sono una sorta di specchio dell’anima di Tom Ripley. La loro bellezza e il loro fascino contrastano con la sua persona, mettendo in risalto inquietudine e la sua solitudine.
I paesaggi dell’Italia meridionale, in particolare, sono resi con grande maestria. Le immagini di mare cristallino, di borghi pittoreschi e di città storiche sono davvero suggestive. I vestiti, le automobili, gli oggetti di arredamento: tutto contribuisce a creare un’atmosfera autentica e realistica.
Ultimo bonus per tutti i cinefili: la regia di Anthony Minghella è eccellente, la recitazione di Matt Damon è magistrale, la colonna sonora di Gabriel Yared è un capolavoro, la fotografia di John Seale vi lascerà senza parole.
Martina Capitani
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