In occasione di Pitti Uomo 106, il Gucci Visions, lo spazio espositivo permanente della maison, rinnova completamente tre sale nel Palazzo della Mercanzia di Firenze. Continua dunque il viaggio evolutivo del brand, che è cominciato con la nomina in carica di direttore creativo di Sabato De Sarno al posto di Alessandro Michele. Sin da sempre il legame tra Guccio Gucci e il tennis è stato fortissimo, nascendo il brand anche come pelletteria proprio per questo sport. Così, le tre sale rinnovano questa unione, aprendone una completamente dedicata al tennis, che parte storicamente dagli anni ’70, anno in cui nasceva un vero e proprio sodalizio. Oltre alle sneakers tennis del 1977, anche alcuni pezzi più vintage, che si alternano con la contemporaneità insieme a due creazioni dello stesso Sabato De Sarno, e alle immagini del campione vincente Jannik Sinner.
Come cambiano le sale del Gucci Visions

Il rinnovo coinvolge poi l’archivio, in una sala dedicata appositamente, dove possiamo trovare diversi look firmati dai direttori creativi del passato del brand sono esposti a coppie, come se volessero in qualche modo interagire e comunicare tra di loro. Tra i look proposti per esempio la tuta in tessuto GG rivisitata da De Sarno con mocassini con plateau, il top in cashmere e seta abbinato con la gonna con frange in cristallo. Tutti pezzi già visti nella collezione Primavera/Estate del 2024.
Ovviamente, non poteva mancare la sala dedita a uno dei marchi di fabbrica della maison: la sala dei foulard. Che era già presente, almeno in parte, nella permanente del Gucci Garden. Che ricordiamo essere lo spazio espositivo della maison, con un ristorante stellato e diverse collezioni dedicate acquistabili solo in sede. E in questa nuovissima sala dei foulard si ripercorre la storia del brand con 20 foulard di vecchie collezioni e decenni. L’esposizione poi continua con le sale normalmente aperte al pubblico, tra cui quelle dedicate alla valigeria e ai pezzi iconici (come le borse Bamboo del 1947, la Horsebit del 1955 e la jackie del 1961).
Marianna Soru
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