Si è tenuta, a Venezia 81, la conferenza stampa di Diva Futura, il nuovo film di Giulia Steigerwalt, al suo secondo lungometraggio da regista e sceneggiatrice. La pellicola, in concorso, è prodotta da Paolo del Brocco di Rai Cinema e da Matteo Rovere di Grøenlandia e distribuita dalla neonata Piper Film. Il film, oltre a Pietro Castellitto nel ruolo di Riccardo Schicchi, vede Barbara Ronchi, Denise Capezza, Tesa Litvan, Lidija Kordić, Davide Iachini e Marco Iermanò. Il libro è tratto dal romanzo “Non dite alla mamma che faccio la segretaria” di Debora Attanasio, interpretata nel film da Barbara Ronchi.
La sinossi ufficiale recita così: “Italia, anni Ottanta-Novanta. Con la sua agenzia Diva Futura, Riccardo Schicchi rivoluziona la cultura di massa trasformando l’utopia hippy dell’amore libero in un nuovo fenomeno: il porno. Sotto la sua guida, “ragazze della porta accanto” come Ilona Staller, Moana Pozzi, Eva Henger e molte altre diventano all’improvviso dive di fama mondiale ed entrano nelle case degli italiani grazie al boom delle televisioni private e dei videoregistratori in VHS. L’espressione “pornostar”, coniata al tempo, segna l’inizio di una nuova era. L’impatto mediatico è talmente travolgente da sfociare nell’elezione al Parlamento di Ilona Staller, detta “Cicciolina”, nella nascita del Partito dell’Amore e nella candidatura di Moana Pozzi a sindaca di Roma.
L’avventura di questa grande “famiglia” – dove esplodono gelosie, tormenti e contraddizioni i cui effetti generano una situazione fuori controllo nell’industria della pornografia – è raccontata attraverso lo sguardo di Debora, giovane segretaria dell’agenzia con un mutuo sulle spalle. Tutto questo è accaduto perché esisteva un desiderio tanto nascosto quanto grande: quello di tutti.”
Venezia 81: Diva futura e il divismo

La conferenza si apre con una domanda per la regista Giulia Steigerwalt. Perché ha deciso di osservare questo mondo attraverso gli occhi della segretaria di Schicchi? “Ho deciso di raccontare questo mondo perché mi ha sorpreso molto quello che ho trovato. Ho trovato delle tematiche estremamente contemporanee. Anche la scelta di avere fra i vari punti di viti quello della segretaria Debora era perché mi serviva entrare nel mondo con gli occhi di tutti noi e poi cambiare il punto di vista, vedere quel mondo attraverso i loro occhi. Questa parabola meravigliosa iniziale diventa l’opposto rispetto a quello che volevano creare all’inizio, ovvero un mondo nuovo, creato da zero, con l’idea di fare arte.”
Altra domanda sempre per la regista. Attraverso momenti di ilarità si riescono a dire cose profonde sul femminile e su tutti i preconcetti che si hanno su questo mondo. Com’è avvenuto il casting che ha permesso la messa in piedi di questa struttura? “La leggerezza che c’è nel film è quella che ho trovato avvicinandomi ai personaggi e alle loro testimonianze. C’è questo grande sogno e questa grande illusione di diventare delle dive. E mi piaceva moltissimo portare queasto “cialtroneria” con delle intenzioni sincere di fondo. L’ho trovato estremamente affascinante. C’era qualcosa di tragico e mettere insieme questa giocosità alla caduta è stata una sfida affascinante. La violenza è un elemento che non faceva parte della loro visione.”
C’era una totale assenza di pudore ma senza violenza. La loro idea era quella di illudersi di fare arte, rompere il costume. la violenza è l’altra faccia della medaglia. In questo senso Schicchi si rese conto che ci fu una perdita di controllo totale di tutto l’impianto. Questa tematiche è ancora tanto attuale, facciamo i conti con questa violenza che è associata alla sessualità. Quello che è il porno oggi fa quasi sorridere rispetto a quei tempi.”
Venezia 81: Diva futura e la pornografia

La regista Giulia Steigerwalt continua il suo intervento parlando di come è cambiata la pornografia rispetto a quarant’anni fa. “Noi oggi assistiamo ad una diffusione della pornografia molto più capillare rispetto a prima. Ora i primi contatti avvengono a circa dodici anni con il porno e quella forma violenza che è il porno di oggi. E questi modelli si instillano nelle menti in modo silente, in un modo di cui non si parla abbastanza. Per quanto riguarda il cast delle dive era difficile rapportarsi a delle icone che fanno parte dell’immaginario e del quotidiano italiano.
Un sistema che non esiste più, le porno dive non fanno più parte del costume. Abbiamo puntato sul talento attoriale in modo che l’emotività che portavano in scena possa coinvolgere il pubblico. Per ridare dignità a queste donne, per restituirle un privato che hanno sempre avuto. Ringrazio Barbara e Pietro che si sono presi questo rischio enorme.”
Segue una domanda proprio per Pietro Castellitto, a cui viene chiesto come ha vissuto questo ruolo così delicato. “Onestamente la mia generazione ha conosciuto Schicchi sul viale del tramonto. Era un uomo con, sentendolo parlare, un’aderenza tra corpo e pensiero, un uomo che non esiste più. C’era qualcosa in lui che non aveva mai tradito quel bambino che spiava le dirimpettaie. È un film su un uomo che ha fatto la vita che voleva fare, creando un mondo che non esisteva. Assistere ad un uomo che ha creato l’universo che voleva da bambino e al contempo rimanere fedele a se stesso è molto poetico. Quando ho conosciuto Giulia sembrava conoscere la vita di Schicchi meglio della propria. Mi sono fidato di lei ed è andata decisamente bene.”
Le parole dei produttori di Diva Futura

Interviene Paolo Del brocco di Rai Cinema che parla della voglia di raccontare questa storia da un punto di vista inedito. “Abbiamo prodotto questo film perché è stata una grande storia che ha sdoganato un mondo. È un pezzo d’Italia molto importante e la Rai deve fare questo tipo di film, è necessario. Possiamo considerarlo anche educativo.” Matteo Rovere di Groenlandia aggiunge: “Mi sono emozionato leggendo il copione e ho riconosciuto un talento di scrittura innato. E mi è sembrato un materiale totalmente nuovo, anche da regista e sceneggiatore. Io non sarei mai stato in grado di proporre uno sguardo del genere. Ed è il motivo per cui facciamo questo lavoro, la ricerca di queste tipo di storie.”
Un occasione anche per Pier film? “Un occasione imperdibile. Grazie a Rai e Groenlandia per averci proposto questa sfida. Ha coniugato la cifra stilistica di Giulia con una storia incredibile. Ha nel dna qualcosa di nuovo. Un film con ingredienti molto potenti raccontato con naturalezza.” Ha aggiunto Luisa Borella di PiperFilm, che si occupa della distribuzione della pellicola.
Le domande alle attrici

Arriva una domanda per Barbara Ronchi. Questo lavoro di scoperta che ha intrapreso Giulia è stato lo stesso anche per te? “Io ho scoperto questo mondo insieme a Debora. [il suo personaggio, n.d.r.] Perché conoscevo Moana Pozzi, Eva Henger e Cicciolina ma non conoscevo nulla dell’agenzia Diva Futura. Non avevo idea che vivessero tutti insieme e di tutte le loro dinamiche. Non sapevo Cicciolina fosse mamma. Oppure che Moana volesse diventare sindaca di Roma. Mi ha commosso la grazia di questa scrittura e la capacità di raccontare queste donne che si sentivano divinità perché effettivamente lo erano ma allo stesso tempo quando uscivano fuori erano diverse, non erano prese sul serio. E questo è qualcosa che ho scoperto piano piano. Ho voluto molto bene a questa famiglia sgangherata.“
Subito dopo una domanda per le attrici su quanto è stato interessante mettere insieme la dimensione iconica e privata delle dive che rappresentano. Risponde per prima Denise Capezza, che interpreta Moana Pozzi. “Sono orgogliosa di essere qui, grazie. Per me interpretare questo personaggio è stata una sfida incredibile anche se del suo privato si conosce pochissimo. Mettersi in contatto con la parte pubblica di Moana è stato paradossalmente semplice. È stato più complesso entrare in contatto con la sfera privata, con il suo tentativo di essere presa sul serio attraverso il cinema e la politica. Non voleva essere solo una porno star senza rinnegare il suo passato. Lei scrive una cosa interessante sul suo libero: ‘Sono una persona timida quando vengono messi a nudo i miei sentimenti’. So che avrebbe avuto difficolta a mettersi a nudo e questa è stata la sfida più stimolante.“
Continua Tesa Litvan che interpreta Eva Henger. “Non ho sentito la differenza tra le due vite perché la persona che sei il pubblico e il privato coincidono, son tutte e due forme private di esistenza. Allora ho cercato di mostrare è qualcosa di diverso, una commistione di entrambe le parti, senza sentire una vera differenza tra le due.” Conclude Lidija Kordić che interpreta Ilona Staller. “Non avevo mai sentito parlare di Cicciolina. Quando ho detto a mia madre, mentre preparavo il self tape, che avrei interpretato Cicciolina è sbiancata. ‘Mio padre e io la conosciamo benissimo’, mi disse. Mi sono divertita tantissimo e quando ho analizzato Cicciolina ho capito che è un personaggio meraviglioso ed è stato un piacere provare a rappresentarla al meglio.“
Una domanda tecnica su Diva Futura

La conferenza si conclude con una domanda per la regista Giulia Steigerwalt. Perché ha scelto di mostrare degli inserti di archivio con le interviste alle protagoniste reali di questa storia? Quale è stato il ruolo dei media e del giornalismo nel creare qual senso di perversione nei confronti di quel mondo. Quanta mortificazione è passata attraverso i media nei confronti di queste donne? “Il motivo per cui ho voluto questi inserti era per ricordare e far sapere a chi non ha vissuto quest’epoca quanto fosse tutto parte del quotidiano italiano. Era interessantissimo il fatto che fossero ospiti quasi fisse in televisione con Biagi, Costanzo, Baudo o Fazio. Moana aveva una trasmissione con Fazio. Volevo raccontare un mondo e un’epoca che non esiste più.“
“Quelle attrici sono diventate delle dive vere e proprie. Delle artiste senza limiti, come le definiva schicchi, nel nazional popolare. Hanno fatto parte del tessuto culturale italiano. Erano veramente desiderate sia in segreto anche da figure note ed erano parte della normalità. Dall’altro lato la società le ha disprezzate e ne ha posto un limite quando volevano fare anche altro e cambiare, le ha relegate solo a quello. Loro erano lì non solo per via delle loro scelte consapevoli o meno. Invece quando si fa quel passo no si torna indietro, la società non te lo permette. Loro rappresentano il desiderio nascosto e quel desiderio rimane accettabile solo se segreto. È una grandissima contraddizione in cui si giudica molto il femminile e mai il maschile che crea quel desiderio.“
Alessandro Libianchi
Seguici su Google News





