Israele ha “superato tutte le linee rosse” con gli attacchi ai dispositivi di comunicazione di Hezbollah, che costituiscono una “dichiarazione di guerra” e per le quali “il nemico affronterà una punizione, dove se l’aspetta e anche dove non se l’aspetta”. Hassan Nasrallah, il leader di Hezbollah, ha parlato così nel suo atteso discorso in cui ha rotto il silenzio dopo le esplosioni simultanee di cercapersone e walkie-talkie in Libano e Siria, che hanno provocato morti e migliaia di feriti. I timori dell’estensione del conflitto al Libano sono sempre più forti.

Mentre Nasrallah parlava, l’esercito israeliano ha lanciato una raffica di raid aerei sul sud del Libano e jet israeliani hanno sorvolato Beirut a bassissima quota, sfondando il muro del suono e costringendo le persone ad aprire rapidamente le finestre di case e uffici per evitare che andassero in frantumi

Intanto si indaga ancora sull’origine delle esplosioni simultanee dei dispositivi di comunicazione. La BAC Consulting, società che risulta con sede in Ungheria e avrebbe prodotto i cercapersone esplosi martedì in Libano e Siria, secondo una ricostruzione del New York Times sarebbe una società di facciata israeliana. Le spedizioni degli apparecchi in Libano sarebbero iniziate nel 2022, ma la fornitura sarebbe aumentata dopo che Nasrallah ha denunciato l’uso dei telefoni cellulari come pericoloso dal punto di vista operativo. Inoltre la Bulgaria indaga dopo che la stampa ungherese ha riportato che una società con sede a SofiaNorta Global Ltd, sarebbe stata coinvolta nelle forniture a Hezbollah. Quanto ai walkie-talkie esplosi mercoledì, la ditta produttrice giapponese Icom ha fatto sapere che ne aveva interrotto la produzione circa 10 anni fa e ha sottolineato che anche la produzione delle sue batteria era stata interrotta e “non è stato apposto alcun sigillo olografico per distinguere i prodotti contraffatti”.

Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato che si è verificata un’ondata di attacchi aerei contro obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale, con l’obiettivo di indebolire il gruppo terroristico che oggi ha lanciato continui raid sulla Galilea. “L’organizzazione terroristica Hezbollah ha trasformato il Libano meridionale in una zona di guerra e per decenni ha armato le case dei cittadini, scavato tunnel sotto di esse e li ha usati come scudi umani”, afferma l’Idf. I media libanesi intanto riferiscono di massicci attacchi aerei israeliani nei pressi di Deir Qanoun al-Nahr, nel distretto di Tiro.

“Quello che ha fatto in Israele” facendo esplodere cercapersone e walkie talkie colpendo i civili “è una dichiarazione di guerra contro la sovranità del Libano, è un atto di guerra”. Lo ha detto il leader degli Hezbollah libanesi, Hassan Nasrallah, durante un discorso televisivo. “Quello che è successo è stata una grande operazione terroristica”, Israele “ha compiuto due massacri tra martedì e ieri”, ha poi aggiunto.

Intanto il bilancio delle esplosioni, tra quelle dei cercapersone di martedì e quelle dei walkie talkie di ieri, è salito a 37 morti. Lo ha reso noto il ministero della Sanità libanese. Oggi in ospedale sono finite 450 persone. “Israele pagherà”, dice l’Iran.