Piero Marrazzo è stato sposato due volte, la prima volta con Isolina Fiorucci da cui ha avuto due figlie, Giulia e Diletta. La seconda volta con la collega Roberta Serdoz dalla quale nasce la terza figlia, Chiara. La coppia si è separata nel 2009.

Nel 2009 fece scalpore la notizia dell’arresto di quattro carabinieri che avrebbero ricattato l’allora governatore del Lazio con un video che fu definito “compromettente”. Il filmato, che non fu mai diffuso pubblicamente, fu trovato durante un blitz degli stessi carabinieri e pare mostrasse Marrazzo in atteggiamenti intimi insieme a un transessuale (si dimostrò poi che il blitz era una trappola).

Isolina Fiorucci, madre delle sue prime due figlie, conosce meglio di tutti il Piero-giornalista, avendo vissuto con lui tutti gli anni di professione fuori dalla politica. E il ricordo è quello di un uomo buono, di un papà affettuoso.

Cosa era successo

Due carabinieri irrompono in un appartamento in via Gradoli a Roma, è la casa di una donna transessuale, Natalie che è appartata con Marrazzo. Girano un video all’insaputa dei presenti. Le immagini, sfocate, indugiano su un mucchietto di polvere bianca sul comodino mentre all’ex Governatore non danno neppure il tempo di rivestirsi. Tre mesi dopo quella registrazione viene messa all’asta e costa cara: 100mila euro. I militari infedeli contattano per lo scoop un giornale che fa capo a Mondadori. Viene informato Berlusconi in persona, allora Presidente del Consiglio, che avverte Marrazzo. Poi tutto precipita in fretta. Le dimissioni dalla Regione, il gossip truculento, i Ponzi Pilati della politica che si lavano le mani, la solitudine e la sofferenza. Di Marrazzo, certo, ma anche della sua bolla intima.

Il processo si è concluso nel 2022 con la condanna dei carabinieri

Sarebbe stato più semplice gestire un processo per corruzione, semmai. O trovarsi in un Bunga Bunga con qualche minorenne. Ma un rapporto a pagamento con una trans nel mondo ipocrita del potere non è accettabile. Scrive l’autore nell’epilogo: “Il processo, nel quale ero parte offesa, si è concluso nel 2022 dopo tredici anni, con la condanna degli imputati. Una verità poco raccontata dai media, al contrario di quello che successe quando scoppiò il cosiddetto “caso Marrazzo”: sono un giornalista, e purtroppo conosco le regole del gioco”. Regole feroci, spesso incomprensibili per chi le subisce senza colpe. Come Giulia, Diletta e Chiara che in una parte commovente di “Storie senza Eroi” sono le coraggiose voci del Controcanto. E ribaltano i ruoli. Di norma sono i padri/le madri a difendere i propri figli. Qui è il contrario. E solo in nome della verità.