Marilyn Manson, alla fine, è tornato sui suoi passi. Come riportato da Rolling Stone USA, ha ritirato le accuse di diffamazione e stress emotivo nei confronti di Evan Rachel Wood, sua compagna dal 2007 al 2010, e ha accettato di pagare quasi 327 mila dollari in spese legali all’attrice. Gli avvocati dell’interprete di Westworld hanno reso noto il fatto che Manson abbia tentato di risolvere la causa già la scorsa primavera, offrendosi di contribuire ai costi del procedimento giudiziario, in cambio di riservatezza. La sua offerta, inoltre, prevedeva una dichiarazione pubblica, concordata da ambo le parti. L’accordo è stata rifiutato dalla donna.
In un comunicato del rappresentante di Wood apparso su Deadline si legge: «Marilyn Manson ha intentato una causa contro Wood come trovata pubblicitaria per cercare di minare la credibilità delle sue numerose accusatrici e rilanciare la sua carriera in declino. Ma il suo tentativo di mettere a tacere e intimidirla è fallito. Come il tribunale ha giustamente stabilito, le accuse di Warner erano prive di fondamento. La decisione di Warner di abbandonare la causa e pagare alla signora Wood l’intero importo delle sue spese legali, quasi 327 mila dollari, non fa che confermarlo».
L’avvocato del cantante, invece, ha dichiarato a Rolling Stone: «Dopo quattro anni di battaglia in cui ha avuto la possibilità di raccontare la verità, Brian è lieto di chiudere i suoi reclami ancora pendenti e l’appello per mettere fine a questo capitolo della sua vita».
Marilyn Manson ed Evan Rachel Wood: le accuse

La causa era stata intentata dal rocker nel 2022. Un anno prima Evan Rachel Wood, tramite i social, lo aveva accusato di maltrattamenti. Già in passato Wood aveva rivelato di aver subito ripetuti abusi e violenze, senza però mai fare il nome del presunto aguzzino. Il nome, tuttavia, è saltato fuori in concomitanza con l’uscita del documentario in due parti Phoenix Rising. In esso, la trentenne ha svelato tutti i retroscena del suo rapporto con Warner, iniziato quando lei era appena diciannovenne. Il film di Amy Berg, presentato in anteprima al Sundance Film Festival del 2022, è sbarcato su HBO un paio di mesi dopo. A nulla sono valsi i tentativi di bloccarne la distribuzione da parte di Manson.
Dopo di lei, oltre una dozzina di donne si sono fatte avanti contro la rockstar. Sono seguite diverse cause civili, alcune delle quali si sono concluse con accorfi extragiudiziali. Manson ha sempre negato tutto, ritenendo l’ex fidanzata responsabile di aver orchestrato false denunce nei suoi confronti. Nel 2023, però. un giudice californiano ha respinto gran parte delle accuse del performer, appellandosi alla legge anti-SLAPP, che tutela la libertà di parola. Un membro dell’entourage dell’attrice ha così commentato la vicenda: «Questa causa era una trovata pubblicitaria per screditare e intimidire le sue accusatrici».
Lo scandalo non ha impedito a Marilyn di tornare ad esibirsi live, né di registrare nuova musica, pubblicando l’album One Assassination Under God – Chapter 1. Tuttavia, il ritiro della sua causa contro l’ex partner potrebbe aumentare i dubbi circa la veridicità della sua difesa. Difficile, alla luce degli ultimi sviluppi, non pensare a quel post di Evan Rachel Wood, datato 2021: «il nome del mio aggressore è Brian Warner, conosciuto nel mondo come Marilyn Manson».
Federica Checchia
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