È disponibile da ieri nelle librerie la traduzione italiana Memoir – Parte prima, edizioni HarperCollins, l’attesa autobiografia di Cher. Un libro denso e intenso, che si concentra solo sulla prima metà della sua vita, talmente interessante e ricca di eventi da non poter essere ridotta ad un volume unico. Un racconto senza filtri, nel quale la cantante non si risparmia e, soprattutto, non risparmia nessuno, dagli ex compagni ai colleghi.

Cher: l’infanzia difficile e il rapporto con la madre

Cher e sua madre, Georgia Holt

L’infanzia di Cher non si può certo definire serena. Suo padre, John Sarkisian, era un giocatore d’azzardo talmente ossessionato dal gioco da scommettere -e perdere- l’azienda di famiglia. Finito sul lastrico, aveva promesso a sua moglie, Georgia Holt, che si sarebbe preso comunque cura di lei e della neonata, per poi abbandonarle, all’inseguimento di ambizioni mai realizzate. Prima di fuggire, aveva convinto la donna ad affidare la bambina ad un istituto di suore, che, per un lungo periodo, non le avrebbero permesso di vederla. Solo l’intervento di un membro del Consiglio comunale le aveva fatto riavere indietro sua figlia. Il brano Sisters of Mercy parla di quel periodo.

Il rapporto tra Cher e sua madre, com’è facile immaginare, è sempre stato forte, ma travagliato. La stessa Georgia veniva da una famiglia poverissima, dominata da un padre violento, che era arrivato al punto di tentare di uccidere i figli con il gas. Dopo l’abbandono di John, si era destreggiata tra lavori saltuari, per poi risposarsi più volte, anche con uomini molto facoltosi. Una volta ottenuta la stabilità per sé e per le figlie Cher e Georganne, però, aveva spesso manifestato gelosia nei confronti della fanciullezza delle sue ragazze, certamente migliore della sua.

Il rapporto tossico con Sonny Bono

Quando l’automobile di Cher -quindici anni, e dunque non idonea alla guida- e di Warren Beatty, dieci anni in più, si sono quasi scontrate, tra i due è nato un feeling istantaneo, che li ha portati a trascorrere una giornata insieme tra tuffi e baci. Ad attenderla a casa, però, c’era sua madre, infuriata per la sparizione improvvisa dell’adolescente. I due sono usciti insieme un’altra volta e poi si sono rivisti negli anni Settanta, diventando buoni amici.

Un uomo molto importante nella sua vita, nel bene e nel male, è stato sicuramente Sonny Bono, che lei ha iniziato a frequentare appena sedicenne, mentendo sulla sua età. Al compimento dei suoi diciotto anni si sono “sposati” in modo fittizio a Tijuana e poi, nel 1969, con rito ufficiale. Il loro matrimonio è stato, a voler essere gentili, burrascoso. Cher ritrae l’ex marito come un uomo dispotico, geloso e infedele. Non le consentiva di parlare coi componenti della band, e le ha addirittura bruciato i completini da tennis dopo averla vista socializzare con l’allenatore. La coppia ha faticato a concepire un figlio e, dopo la nascita di Chaz, la cantautrice ha avuto una forte emorragia; quando è svenuta, Sonny non era in casa.

La vita coniugale si era trasformata in una vera trappola per Cher, che è arrivata a ponderare il suicidio. A convincerla a lasciare il suo oppressore, è stata Lucille Vall, che le avrebbe detto: «Che vada affanculo, sei tu quella che ha talento!». Quell’esperienza le è stata d’aiuto anni dopo, quando ha ospitato Tina Turner nel suo show, e l’ha consigliata riguardo i maltrattamenti che Ike Turner le infliggeva.

Cher, diva della musica e del cinema

Nonostante si sia affermata come popstar internazionale, il primo amore di Cher è stato la Settima Arte. Da ragazza, ha mollato il liceo per iscriversi ad una scuola di recitazione, dov’era stata accolta come un talento naturale. Convincere i grandi registi a darle una chance, tuttavia, non è stata una passeggiata. Negli anni Settanta, quando Sonny era ormai alle spalle, Jack Nicholson l’ha proposta a Mike Nichols, che però l’ha scartata.

Jon Peters la voleva per il remake di È nata una stella, ma la cantante ha captato «dei secondi fini» e ha declinato. Una prassi ripetutasi numerose volte, anche con i produttori, fino all’avvento di Francis Ford Coppola che, notando la sua capacità di bucare lo schermo televisivo, ha capito di avere di fronte una stella a trecentosessanta gradi, nel mercato discografico, come nel cinema. Una fortunata intuizione e l’inizio di un nuovo capitolo che, sfortunatamente, ci verrà narrato solo nella seconda parte di Memoir.

Federica Checchia

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