Diddy ha volontariamente rinunciato all’appello per rilascio su cauzione: la detenzione continuerà fino all’inizio del processo a suo carico al via nel mese di maggio 2025.

Sean Combs dichiaratosi non colpevole per delle accuse a suo carico di criminalità organizzata e violenza sessuale, sarà protagonista di un processo al via il prossimo 5 maggio. Attraverso il team di legali, il rapper ha respinto tutte le accuse nei suoi confronti. Qualora dovesse essere giudicato colpevole, rischierebbe dai quindici anni di carcere fino all’ergastolo. Arrestato lo scorso 16 settembre, attualmente si trova in detenzione presso il Metropolitan Detention Centre di Brooklyn, Diddy ha visto respingere per tre volte la richiesta di rilascio su cauzione, con la prima proposta effettuata per una cifra pari a 50 milioni di dollari. Successivamente è stato posto sotto sorveglianza suicida.

Diddy abbandona l’appello per la cauzione: l’annuncio

A fronte della negazione del rilascio del rapper, il giudice dichiarava che “Il governo ha mostrato con prove chiare ed evidenti, che non ci sono le condizioni o la combinazione di condizioni che possano garantire ragionevolmente la sicurezza della comunità”. Sebbene gli avvocati di Combs abbiano già una richiesta in sospeso al Second Circuit, lo scorso venerdì hanno presentato un documento con il quale respingono l’appello. Secondo la rivista Rolling Stone, i documenti del tribunale riportano che: “Mr Combs non intende appellarsi al rifiuto del tribunale distrettuale sulla sua rinnovata mozione, e con la presente chiede volontariamente di abbandonare l’appello”.

Un’altra ragione per la quale è stato negato il rilascio su cauzione, è dovuta all’accusa la quale sostiene che Diddy ha tentato di abusare delle risorse dell’istituto penitenziario, per influenzare i testimoni sul suo caso e costringere almeno otto detenuti ad usare i loro telefoni. Negli ultimi giorni, il rapper ed i suoi legali hanno richiesto l’accesso a un portatile ai fini di aiutarlo nella sua difesa: “Che la Corte ordini all’MDC (Metropolitan Detention Centre) di fornire al signor Combs il computer portatile preparato per lui dal governo, e di permettergli di usarlo nella sua unità, coerentemente con il modo in cui gli altri detenuti della sua unità sono autorizzati a usare i loro computer portatili” aveva dichiarato l’avvocato difensore Marc Agnifilo.

Tra le ultime accuse a carico del boss della Bad Boy Entertainment sono cinque persone rimaste anonime, delle quali tre uomini e due donne che sostengono di essere state drogate ed aggredite sessualmente in episodi avvenuti nel 2001 tra New York e Miami. A queste, si aggiunge una denuncia riportata lo scorso ottobre su un ragazzino di 10 anni nel 2005 anch’egli mette sotto accusa Combs per averlo drogato e violentato. Figurano altri 25 minori, nella maxidenuncia portata avanti dall’avvocato Tony Buzbee, a difesa di 120 persone che accusano il rapper.

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