Uomini che commentano le donne, parte 36739594 (in aggiornamento). Hanno fatto discutere, nelle ultime ore, le affermazioni di Mike Stock, Matt Aitken e Pete Waterman riguardo a Sabrina Carpenter e alle sue scelte in fatto di look. I tre autori e produttori inglesi, che hanno prodotto i successi di Kylie Minogue, Bananarama, Dead or Alive, Rick Astley e molti altri, sono stati intervistati di recente dal Sun e si sono lasciati andare a critiche piuttosto feroci nei confronti della cantante di Espresso.

A far storcere loro il naso, le mise della popstare, giudicate troppo provocanti e, addirittura, dannose per l’universo femminile. Per Waterman «Vedere Sabrina Carpenter vestita come una bambina è piuttosto offensivo. Non ne ha bisogno. Ha un grande talento, eppure nell’industria musicale le ragazze si vestono così per portare i ragazzi sui loro siti». Secondo Stock, invece, le allusioni sessuali della performer sono evidenti ma «pigre». Waterman ha poi rincarato la dose con un poco elegante e alqualto sessista «È pazzesco, se chiedi di essere rispettata non vai sul palco in perizoma». La solita narrazione del “se l’è cercata”, in poche parole.

Sabrina Carpenter risponde alle critiche

Sabrina Carpenter
Sabrina Carpenter durante il suo Christmas Special

Purtroppo per loro, Sabrina Carpenter non è un tipo che incassa in silenzio, e ha voluto replicare ai commenti dei tre produttori attraverso una dichiarazione al Sun on Sunday. «Il mio messaggio è sempre stato chiaro», ha ribadito, «e se non riuscite a sopportare una ragazza che è sicura della propria sessualità, non venite ai miei show».

La cantante sa bene che, negli anni, molte sue colleghe hanno subito lo stesso trattamento: «Le artiste donne sono sempre state vittime di shaming. Negli anni ’00 Rihanna, nei ’90 Britney Spears, negli ’80 Madonna. Ora tocca a me. In sostanza, stanno dicendo che le interpreti femminili non dovrebbero esporre la propria sessualità nei testi, nel modo in cui si vestono e in quello in cui si esibiscono. È totalmente regressivo. Non mi sembra che queste persone facciano commenti quando parlo di cura di sé, body positivity o pene d’amore, che sono tutte cose normali per una venticinquenne. Vogliono solo parlare del lato sessuale delle mie performance».

Insomma, valutare un’artista femminile per il suo aspetto e basandosi solo sull’apparenza è storia vecchia come il mondo. Per fortuna, però, Sabrina Carpenter e tante altre non sono più disposte a restare mute di fronte a esempi, come questo, di un paternalismo retrogrado che ormai dovremmo aver superato. E invece.

Federica Checchia

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