Fabrizio Ragone è il compagno di Youma Diakite, modella maliana diventata famosa in Italia per la sua somiglianza con Naomi Campbell. I due stanno insieme da molti anni e hanno avuto due figli: Mattia, nato nel 2014, e una bambina nata a ottobre 2020. Fabrizio Ragone, nonostante sia fidanzato con una delle donne più belle di sempre, ha sempre preferito tenere la sua vita privata lontana dalle luci dei riflettori. Le poche foto che appaiono di lui sui social, sono quelle pubblicate dalla compagna su Instagram.
Classe 1981, Ragone è un imprenditore di successo: ha studiato Scienze della Comunicazione presso l’Università La Sapienza di Roma e che da anni lavora nel marketing. Nel 2014 ha aperto La Lanterna Rome, splendida location nel cuore di Roma dove si organizzano eventi. Fabrizio e Youma vivono a Roma insieme ai figli. Fabrizio Ragone, stando a quanto pubblicato da Youma Diakite sui social, è un compagno e un padre molto attento e premuroso. L’imprenditore si è occupato del piccolo Mattia quando Youma, nel 2019, ha partecipato all’Isola dei Famosi. In occasione di San Valentino, la modella ha pubblicato su Instagram una foto insieme al compagno con la dedica: “My forever Valentine”. Tantissime le foto dedicate al figlio Mattia con il padre Fabrizio: “Ogni uno può essere un padre. Ci vuole una persona speciale per essere un papà”, sono le parole che Youma ha dedicato a Fabrizio. E ancora: “Un padre è qualcuno che ti prende in braccio e ti insegna a ridere. Qualcuno che quando chiudi gli occhi puoi sentire il suo cuore battere nel tuo. Qualcuno che con la sua mano grande come il cielo ti indica la strada. Qualcuno che, basta un soffio appena nei polmoni, per toglierti ogni paura. Che grande forza che ha un padre”.
Negli scorsi mesi Youma Diakite ha confessato di essere stata perseguitata da uno stalker che ha immediatamente denunciato:
“Mi scriveva attraverso Messenger, tutto il giorno. Mi mandava anche 50 messaggi al giorno, qualsiasi cosa stesse facendo. Mi fa effetto rivedere questi messaggi. Un giorno suonano al mio citofono, diceva di essere il postino. Pensavo di firmare una raccomandata. Sale una persona che mi dà una busta, su cui c’era una scritta a mano, infantile. Mi guardava con insistenza. Riapro la porta, lo richiamo e gli dico: “Che li ha dato questa busta?”. E lui, con nonchalance: “Youma ma non mi riconosci?”. Ho subito capito, gli ho detto che avrei chiamato i carabinieri. Lui era convinto che noi stessimo insieme, che avessi lasciato il mio compagno per lui. Mi scriveva cose tipo “Ricordi la nostra vacanza insieme?” o “Ti aspetto alla stazione”, cose folli. Con i primi messaggi ridevo, non ci facevo caso. Sulla busta mi ha scritto nome, cognome e indirizzo e una scheda telefonica perché potessi chiamarlo senza che il mio compagno se ne accorgesse.“




