A Kanye West, proprio come alle scale di Hogwarts, piace cambiare, specialmente idea. Dopo mesi di commenti sibillini diretti a P Diddy, infatti, sembra che il rapper -negli ultimi giorni nella bufera per il nude look estremo esibito dalla moglie Bianca Censori ai Grammy Awards– sia di nuovo dalla parte del suo collega. Pochi giorni fa Ye aveva iniziato a seguire -piuttosto a sorpresa, considerando i loro precedenti- Taylor Swift. Ora, invece, non c’è più traccia della popstar, ma tra i following risultano, oltre alla sua consorte, proprio il produttore discografico e i suoi figli Christian Combs e Justin Dior Combs.

Sean Combs, com’è ben noto, è da mesi al centro di una bufera giudiziaria senza precedenti. Arrestato lo scorso 16 settembre, si trova al momento presso il Metropolitan Detention Center di New York. Il musicista è accusato di violenza, racket e traffico sessuale e, settimana dopo settimana, si stanno facendo avanti sempre più testimoni, che aggravano la sua posizione in attesa del processo, il cui inizio è previsto agli inizi di maggio.

Kanye West si schiera con P Diddy e tira in ballo Chris Brown

Kanye West
P Diddy e Kanye West

West, dopo vari ripensamenti, si è schierato in difesa di Combs. Il vincitore di ventiquattro Grammy ha infatti pubblicato una serie di messaggi sui social media, chiedendo a Donald Trump di graziare il rapper prima del processo, fissato per il 5 maggio, dopo che si è dichiarato non colpevole e che gli è stata negata la cauzione tre volte. «FREE PUFF», ha scritto su X; poi, in un altro post, si è rivolto direttamente al neopresidente, intercedendo per l’amico: «@realDonaldTrump, PER FAVORE, LIBERA MIO FRATELLO PUFF». Nel suo sproloquio, carico di volgarità, Ye ha tirato in ballo altre celebrità: «State guardando il nostro fratello marcire senza dire una parola. Tutti abbiamo visto la fine di Chris Brown e nessuno ha fatto niente. Anche io sono stato un codardo allora».

Ye ha anche pubblicato un video di se stesso durante una chiamata FaceTime con il figlio di Diddy, Christian Combs, accompagnato da una stramba riflessione su padri, figli e sul comico Dave Chappelle. Ha poi rivolto la sua rabbia verso le grandi aziende americane, riaccendendo la sua faida con il gigante dei liquori Diageo. Si è scagliato poi contro dirigenti ebrei e bianchi senza nome, sostenendo che controllano l’industria. In uno dei suoi tweet più incendiari, infine, ha sfidato apertamente chi lo critica: «Che cosa farete? Annullerete il mio contratto con le sneaker? Annullerete il mio contratto discografico? Bloccherete il mio account? Fanc*lo tutti, la schiavitù è una scelta. Ora dico quello che penso e non cambierò nulla». Tranne idea, probabilmente.

Federica Checchia

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