Dal 13 Febbraio arriva al Teatro Sistema la divertente ed appassionante storia di Michael Dorsey. Il musical Tootsie, tratto dall’omonimo film di Sydney Pollack ed abilmente adattato, nella sua versione italiana, da Massimo Romeo Piparo, ha già stregato la capitale, vedendo più di 10mila biglietti. Presenti alla première anche Robert Horn, mente creatrice e vincitore del prestigiosissimo Tony Award e David Yazbek, autore della colonna sonora e dei testi del musical. Alla prima, insieme a grandi nomi del mondo dello spettacolo, ad osservare un sorprendete Paolo Conticini ed un sempre acuto Enzo Iacchetti, era presente anche il Metropolitan Magazine. Ecco tutto ciò che abbiamo da dire a riguardo.

It’s time for Tootsie!

Tootsie al Teatro Sistina - Photo Credits: ilsistina.it

Il musical riprende la storia incredibilmente interpretata da Dustin Hoffman nel 1982. Michael Dorsey, uomo talentuoso finito a fare il cameriere per sopravvivere, sogna di fare l’attore. Per colpa del suo carattere e delle circostanze, però, finisce per farsi terra bruciata attorno. Senza possibilità di lavoro, in un ultimo tentativo disperato, decide di vestire i panni di una donna e dà vita a Dorothy, attrice ambiziosa, di classe e piena di idee che esprime senza remore. Grazie al suo riacquistato carisma, conquista il ruolo da protagonista in uno spettacolo ispirato a Romeo e Giulietta. Questa nuova identità dona all’uomo una sicurezza che ricercava da tempo ma crea anche una serie di complicazioni ed equivoci. Quando Michael si innamora della sua partner di scena, Julie, capisce quanto sia grande da pagare il prezzo del successo ottenuto con l’inganno.

Tootsie nella Capitale

Il fascino della produzione italiana deriva, tra le altre cose, dal talento del cast, del coreografo in carica Roberto Croce e del direttore musicale Emanuele Friello. La vivacità delle emozioni raggiunge il pubblico con estrema potenza attraverso esibizioni che sono sempre puntuali e dinamiche. Il climax, in questo senso, viene raggiunto nel secondo atto. Per scandire il passare del tempo in vista della prima dello spettacolo vengono, infatti, utilizzati repentini cambi di scena e di costume che sfociano in una performance piena di vita che coinvolge l’intera compagnia. Massimo Romeo Riparo trionfa proprio in questo alternarsi di eventi, scene, dinamiche e situazioni. Il momento più divertente, in un musical che rimane comunque sempre leggero e spiritoso, si ritrova proprio quando Conticini e Iacchetti, nei panni di Michael e del suo migliore amico Jeff, devono nascondere la doppia identità dell’attore continuando ad indossare e nascondere gli abiti di Dorothy.

In un’opera in cui l’attualità si respira con naturalezza questa viene ulteriormente affermata nell’adattamento di Riparo inserendo nel copione continui riferimenti alla realtà contemporanea. Dorothy, secondo Jeff, parla come Sandra Milo ed è vestita come Orietta Berti ed in un secondo momento diventa anche la reincarnazione di Iva Zanicchi. E ancora, l’attore che lavora con la protagonista nel suo spettacolo non è altro che un ex-partecipante di Temptation Island. In una perfetta cornice metateatrale poi Michael non riesce ad ottenere la parte in una commedia perché il regista ha preferito assumere Paolo Conticini. Un gioco di allusioni, che fa sorridere perché sempre riconosciuto, trasporta l’audience così all’interno dell’opera.

Il trionfo di Paolo Conticini

Ciò che rende Tootsie così piacevole è, ulteriormente, la performance del suo protagonista. Paolo Conticini porta la naturalezza del cinema e della televisione sul palcoscenico teatrale dando alla fantastica storia di Dorothy un pizzico di verosimiglianza e familiarità. Se non c’è stupore nella bravura dimostrata nell’interpretare Michael Dorsey, è nella libertà e stravaganza della sua controparte femminile che l’attore dà il meglio di sé. Ogni singolo movimento, dal modo di camminare sui tacchi al modo di muovere le mani, sembra, al contempo, studiato e assolutamente naturale.

La voce dell’attore si perde a volte durante gli assoli, a causa della potenza della bravissima orchestra dal vivo, ma quella che può essere una debolezza trova lo spazio per trionfare. Quando infatti, Conticini canta la vita di Dorothy lo fa con una tenerezza che ti sfiora leggera. È sorprendente come la potenza (e prepotenza) del Michael pre-Dorothy venga sostituita gradualmente da una dolcezza del femminile fatta di falsetti e cambi di registro. L’evoluzione del personaggio è tangibile. Questo avviene grazie ad un interpretazione che non lascia spazio alla confusione. Il protagonista cambia dopo aver camminato nei panni del suo alterego e così si trasforma, con estrema coerenza, la resa dell’attore principale. Anche quando canta un monologo come Michael, però vestito nei panni di Tootsie, Conticini non perde la gentilezza che lo contraddistingue.

Il mondo di Tootsie

L’universo di Tootsie è animato da una serie di incredibili talenti. Enzo Iacchetti, dona al pubblico un Jeff arguto e dinamico che gli calza a pennello. L’attore, similmente al suo partner di scena, porta sul palco una spontaneità disinvolta che rende il suo personaggio un intimo amico agli occhi di persone che lo guardano attraversare la vita. Incredibile la performance di Ilaria Fioravanti nei panni di Sandy, aspirante attrice innamorata di Michael. Il suo personaggio stravagante viene reso vivo dall’espressività dell’attrice che non si perde neanche per un istante e nella bravura di quest’ultima di passare dal recitato al cantato. Il suo ruolo di comic relief diventa molto di più grazie alla sua bravura capace d’incantare l’audience scandendo ogni singola parola con un controllo vocale degno di nota.

Altri interpreti che uniscono ilarità e talento sono, tra gli altri, Massimiliano Carulli come Ron e Matteo Guma come Max. I due attori condividono il perfetto tempismo comico, la capacità di muoversi in grande senza mai strafare e l’abilità di eseguire con maestria l’indubbiamente complessa physical comedy. Beatrice Baldaccini è poi un’esplosione di talento. La sua Julie Nichols è l’espressione dell’ambizione che non ti colpisce in volto ma viaggia coerente. È sicuramente nel canto che l’attrice brilla permettendo agli spettatori di fare esperienza di una voce che sa unire potenza ed eleganza.

Un appello agli uomini

Tootsie è magia, è ambizione ed è divertimento. C’è però molto di più. Che si tratti degli anni Novanta o degli anni 2000, che sia in America o nel nostro bel paese, Tootsie è anche una critica agli uomini in posizioni di potere. Non ci sono grida ma il messaggio arriva per chi sa ascoltare. Le donne, infatti, sono la linfa vitale dell’opera che penetrano al suo interno anche quando non sono fisicamente presenti sul palcoscenico. Influenzano ed ispirano la componente maschile in maniera quasi sempre discreta. Michael ammette di essere diventato un uomo migliore solo dopo aver persona la vita nei panni di Dorothy. La richiesta di comprensione è resa poi ovvia dall’appello di Paolo Conticini che, sul finale, invita gli uomini a cambiare prospettiva, nella necessità di costruire una nuova realtà fatta di voci che devono essere obbligatoriamente ascoltate.

Francesca Cramerotti

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