Gli Oscar 2025 si sono conlusi da poche ore; la novantasettesima edizione degli Academy Awards si preannunciava ricca di colpi di scena e, a modo suo, la cerimonia ha mantenuto le promesse. La sorpresa maggiore, probabilmente, è il trionfo a sorpresa di Anora, film indipendente che ha sbaragliato la concorrenza e si è imposto con cinque statuette, tra le quali quella per la miglior attrice protagonista, vinta da Mikey Madison a discapito della favorita Demi Moore e di Karla Sofia-Gascón, le cui ultime controversie sembrano aver affossato Emilia Pérez, che se ne va a mani quasi vuote, a fronte di ben tredici candidature.
Nel corso della serata, tuttavia, ci sono stati anche dei momenti di leggerezza e di spettacolo, a volte riusciti, a volte meno, che resteranno a lungo nella memoria collettiva. Ne abbiamo selezionati cinque (e state tranquilli, ci sono anche Elphaba e Glinda).
Oscar 2025: Kieran Culkin ci ricorda che è sempre meglio andarci piano con le promesse
Vincitore annunciato nella categoria Miglior attore non protagonista, Kieran Culkin è salito sul palco del Dolby Theatre per ritirare il suo premio e per il tradizionale discorso di ringraziamento. Con l’occasione, ha ricordato a sua moglie Jazz Charton una promessa fatta proprio da lei un anno fa: la donna avrebbe acconsentito ad avere un quarto figlio se lui avesse vinto un Oscar.
Con la statuetta in mano, l’interprete di A Real Pain ha detto scherzando (ma non troppo): «Non sono più tornato sull’argomento fino ad oggi. Non credeva che avrei vinto. Jazz, amore della mia vita, hai davvero poca fiducia in me. Mi dispiace di averlo fatto di nuovo, ma ora diamoci da fare con questi bambini. Che ne dici? Arriviamo a quattro no?».
Mick Jagger è più giovane di tutti noi
Chiamato a presentare la categoria Best Original Song, il leader dei Rolling Stones è apparso, come sempre, più in forma e dinamico che mai, nonostante le ottantuno candeline spente. Jagger ha scherzato a distanza con il suo collega Bob Dylan, spiritualmente presente alla cerimonia attraverso il biopic A Complete Unknown: «Per quanto mi faccia piacere presentare questo premio, non ero la prima scelta. I produttori volevano Bob Dylan. Ma lui ha detto no, perché sostiene che le migliori canzoni di un film quest’anno fossero in A Complete Unknown».
Ha poi aggiunto: «Bob ha detto: “Dovreste trovare qualcuno più giovane”. Eccomi qua, io sono più giovane». Vai a dargli torto.
Oscar 2025: avevamo davvero bisogno di quell’omaggio a James Bond?
Durante la dimenticabile performance che ha reso omaggio alla spia con la licenza di uccidere, nata dalla penna di Ian Fleming, gli spettatori italiani avranno avvertito un brivido freddo lungo la schiena: era il ricordo dei Festival di Sanremo presentati da Amadeus che, alle due di notte e con ancora sette cantanti da far esibire, improvvisava con Fiorello siparietti comici a caso.
La notte degli Oscar è lunga, lunghissima, e le premiazioni sono varie e numerose. C’era davvero bisogno di un tributo a una saga che, al momento, si è arenata in cerca del suo nuovo 007? Forse no. Potremmo, però, aver trovato la prossima Bond Girl: la splendida Margaret Qualley.
Gli artisti dimenticati dall’In Memoriam
Il segmento In Memoriam nasce con l’intento di ricordare e celebrare la carriera di attori, produttori, registi o addetti ai lavori che hanno dedicato la loro vita al Cinema e al mondo dello spettacolo. Una nobile premessa che, però, spesso si perde nella realizzazione. Le note della Messa da Requiem di Mozart sono sicuramente pertinenti, ma forse fin troppo solenni e drammatiche per un momento che dovrebbe essere nostalgico, ma non angosciante.
Dopo un breve discorso di Morgan Freeman dedicato a Gene Hackman, scomparso pochi giorni fa, i nomi e le foto dei caduti del 2024 sono sfilati sullo schermo. L’effetto richiama sempre un po’ i tributi degli Hunger Games, ma a far storcere ulteriormente il naso sono i grandi assenti. Nessuna traccia di Olivia Hussey, la Giulietta di Franco Zeffirelli, né del divo Alain Delon. Shannen Doherty Michelle Trachtenberg non saranno state star del grande schermo, ma avrebbero meritato una menzione.
Oscar 2025: Elphaba e Glinda GOAT della serata
La film awards season non ha reso il giusto merito a Wicked e al suo enorme impatto sul pubblico, sia in termini d’incassi, che di valore artistico. Le due protagoniste, però, hanno comunque avuto il loro momento di gloria, dando inizio alla cerimonia con uno strepitoso medley, che ha incantato tutti. Ad aprire le danze è Glinda, ovvero Ariana Grande, che canta Somewhere Over the Rainbow, con tanto di scarpette rosse ai piedi. La raggiunge Cynthia Erivo, che si è cimentata con Home, tratta da The Wiz. Le due si divertono poi a spettinare l’intera platea e la galleria del teatro con quello che tutti stavamo aspettando, Defying Gravity. L’acuto finale di Cynthia, neanche a dirlo, fa tremare ogni singolo vetro della California.
Tutti sappiamo che a Erivo manca solo un Oscar per raggiungere lo status di EGOT (acronimo che indica le persone che hanno vinto i quattro principali premi annuali statunitensi dedicati all’intrattenimento: Emmy Award, Grammy Award, Premio Oscar e Tony Award). È bene che se lo ricordino anche i membri dell’Academy, quando uscirà la seconda parte della pellicola di Jon M. Chu. In attesa che venga fatta giustizia, lei e Ariana si godono il meritato trionfo. Tag yourself, noi siamo Michelle Yeoh che si asciuga la lacrimuccia.
Federica Checchia
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