Dopo tante tribolazioni, l’Odissea dei due astronauti bloccati da nove mesi nello spazio è finalmente giunta al termine. Nella notte tra sabato e domenica, infatti, una capsula spaziale di SpaceX ha attraccato alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). A bordo di essa c’erano quattro astronauti che andranno a sostituire l’equipaggio fino ad ora in servizio all’interno della piattaforma, inclusi Suni Williams e Butch Wilmore, bloccati lì da giugno 2024. Teoricamente, avrebbero dovuto trascorrere solo otto giorni nella stazione; a causa dei problemi tecnici della capsula Starliner che li aveva portati lì, la loro missione si era allungata.
I due faranno ritorno sulla Terra tra pochi giorni. Fino a mercoledì 19, però, ci sarà il passaggio di consegne con il nuovo personale; occorrerà tenere d’occhio, inoltre, le condizioni meteorologiche al largo della Florida, dove dovrebbe esserci l’ammaraggio.
Astronauti salvati da SpaceX: i problemi alla capsula Starliner

La capsula Starliner, prodotta da Boeing, aveva registrato dei problemi ai sistemi di manovra. La NASA aveva fatto delle valutazioni a riguardo e aveva deciso di farla rientrare sulla terra senza nessuno a bordo, nonostante le proteste di Boeing, principale concorrente di Elon Musk, proprietario di SpaceX, nella fornitura di veicoli spaziali privati.
Durante la campagna elettorale per le presidenziali, Musk e Donald Trump si erano detti convinti che lasciare lì Wilmore e Williams fosse stata una scelta politica e avevano incolpato l’amministrazione di Joe Biden per la decisione presa. Il responsabile del programma dei voli commerciali della NASA, Steve Stich, ha però sempre negato con forza questa versione dei fatti, spiegando come il recupero tramite SpaceX sia stata una soluzione concordata dopo una serie di analisi dei pro e contro.
Federica Checchia
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