Si concluderà oggi, dopo una tappa a Ravenna, la visita ufficiale di Re Carlo III e della Regina consorte Camilla in Italia. Dopo aver incontrato il presidente Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni e Papa Francesco (in forma privata), durante i due giorni trascorsi a Roma, ieri pomeriggio il monarca britannico ha tenuto un discorso al Parlamento, riunito in seduta comune nell’aula di Montecitorio. La sua orazione, sorprendentemente, è iniziata e si è conclusa nella nostra lingua, a dimostrazione del grande rispetto da lui nutrito nei confronti della nostra storia e cultura.

Il sovrano ha esordito augurandosi di «non stare rovinando la lingua di Dante così tanto da non essere più invitato in Italia», per poi ricordare il ventesimo anniversario del matrimonio con Camilla, che si celebrò proprio il 9 aprile del 2005. Ha proseguito in inglese, toccando vari temi, tra i quali lo stretto legame che da sempre intercorre tra il Regno Unito e il nostro Paese, parlando anche della NATO e del G7.

Il discorso di Re Carlo III: ambiente e collaborazione tra Italia e Regno Unito

Re Carlo III discorso
Re Carlo III ha tenuto un discorso davanti al Parlamento italiano, riunito in seduta comune

Il re è noto per essere un amante della natura e un fervente ambientalista, motivo per cui, nel corso del suo intervento, ha affrontato anche il delicato argomento della crisi climatica, ricordando la siccità e le alluvioni che hanno di recente colpito entrambe le nazioni. A sostegno della sua battaglia per la sostenibilità, Carlo ha citato un brano delle Georgiche di Virgilio, declamandolo in italiano: «Purché non ti spiaccia saturare i terreni aridi con grasso letame. Così anche mutando coltura i campi riposano; e frattanto, sebbene inarata, la terra ti darà il suo frutto».

Momento di grande commozione per un particolare passaggio, in memoria di Giovanni Falcone: «L’Italia sarà sempre nel mio cuore» –ha ribadito– «Proprio come mia madre non ha mai dimenticato il suo meraviglioso venticinquesimo compleanno a Tivoli. O la sua visita a Capaci, molti anni dopo, nel 1992, quando rese omaggio, pochi giorni dopo il suo assassinio, al vostro leggendario procuratore antimafia Giovanni Falcone».

British Humour e l’omaggio a Dante Alighieri

Non sono mancati i momenti d’ironia squisitamente british; il successore di Elisabetta II ha scherzato sulle differenze tra Gran Bretagna e Italia, descrivendo il proprio Paese come «un insieme di isole spazzate dal vento, il vostro una penisola baciata dal sole». Ha poi confermato l’ammirazione nei confronti della nostra terra: «Abbiamo dato persino il nome Garibaldi a un biscotto, il massimo della dimostrazione di ammirazione per un britannico».

Il suo discorso, infine, si è concluso con un messaggio di speranza e che auspica una collaborazione sempre più stretta tra le due potenze, per il bene comune, e con un omaggio al Sommo Poeta: «Qualunque siano le sfide e le incertezze che inevitabilmente affrontiamo come nazioni, nel nostro continente e oltre, ora e in futuro, possiamo superarle insieme, e lo faremo insieme. E quando lo avremo fatto, potremo dire, con Dante: “e quindi uscimmo… a riveder le stelle”».

Federica Checchia

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