I fan della rock band britannica e gli appassionati di musica devono necessariamente segnare una data sul calendario: il 24 aprile. Quel giorno, infatti, PINK FLOYD AT POMPEII – MCMLXXII, versione restaurata dell’epocale film concerto del 1972 Pink Floyd: Live at Pompeii, diretto da Adrian Maben, tornerà al cinema, dove resterà fino al 30 aprile. Trafalgar Releasing e Sony Music Vision distribuiranno la pellicola in sale selezionate e IMAX a livello internazionale; in Italia la distribuzione è un’esclusiva Nexo Studios e le prevendite per assicurarsi un biglietto sono aperte a partire dal 5 marzo su www.pinkfloyd.film, dove sono disponibili tutti i dettagli dell’evento.

Il docufilm è stato rimasterizzato digitalmente in 4K dalla pellicola originale in 35 mm, con audio restaurato e mixato da Steven Wilson, e mostra Roger Waters e soci prima che il loro successo esplodesse in via definitiva anche oltreoceano.Il 2 maggio, inoltre, sarà per la prima volta disponibile come album live completo PINK FLOYD AT POMPEII – MCMLXXII; fino ad ora, infatti, erano uscite registrazioni e brani dell’iconico concerto, ma mai una versione estesa e completa.

Pink Floyd – Live at Pompeii rivive grazie a una straordinaria opera di restauro

Pink Floyd Live Pompeii
PINK FLOYD AT POMPEII – MCMLXXII sarà al cinema dal 24 al 30 aprile

Il film, a metà tra un documentario e un musical, ha un’ambientazione d’eccezione: le suggestive rovine dell’antico anfiteatro romano di Pompei. I Pink Floyd toccano con mano la storia per dar vita a un’indimenticabile esibizione, la prima in assoluto all’interno degli scavi, eseguendo brani come Echoes, A Saucerful of Secrets e One of These Days. Tra un pezzo e l’altro, lo spettatore può entrare dietro le quinte del live, e addirittura negli Abbey Road Studios, dove la band si apprestava a registrare l’album che cambiò la sua carriera, The Dark Side of The Moon.

L’opera di restauro attuata sulla pellicola è sorprendente, ed è palese quanto lungo e meticoloso sia stato il lavoro che ha donato nuova vita a ogni fotogramma. Il negativo originale da 35 mm è stato scoperto negli archivi dei Pink Floyd in cinque barattoli. Lana Topham, Direttore del restauro, ha dichiarato: «Dal 1994 ho cercato le sfuggenti riprese originali di Pink Floyd At Pompeii, quindi il recente ritrovamento del negativo originale da 35 mm del 1972 è stato un momento molto speciale. La nuova versione restaurata presenta il primo montaggio completo di novanta minuti, combinando il montaggio sorgente di sessanta minuti della performance con i segmenti aggiuntivi del documentario degli Abbey Road Studios di poco successivo».

Un concerto tra storia e leggenda

I colori vividi, la definizione delle clip, la qualità audio impeccabile. Il lavoro certosino delle decine di persone che hanno contribuito a far rivivere una pietra miliare nella storia del cinema e della musica rende la visione di Live at Pompei un’esperienza totalizzante e unica nel suo genere. David Gilmour, Roger Waters, Nick Mason e Richard Wright suonano, e la città distrutta dalla storica eruzione del Vesuvio si riaccende di vita; le immagini della loro esibizione si alternano a quelle di mosaici, statue e vedute del Golfo e del vulcano, intrecciandosi e fondendosi tra loro, creando un’unica fonte di energia.

Nel mezzo, osserviamo i membri del gruppo scherzare, prendere di mira il manager Steve O’Rourke, incaponirsi su una fetta di torta di mele. L’intervento “a sorpresa” del cane che li accompagna guaendo un una jam session improvvisata fa sorridere, ma anche riflettere su come questi artisti siano sempre stati in grado di estrarre una nota da qualsiasi tipo di suono, rendendolo musica. I Pink Floyd s’immergono nel fascino di una storia antica, lo celebrano e lo esaltano attraverso i loro strumenti, dando vita a un concerto la cui eco rimarrà per sempre lì, tra le vie di Pompei, sospeso nel tempo e nella leggenda.

Federica Checchia

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