Almeno sei donne in cinque mesi stuprate, torturate e seviziate in un appartamento di Manhattan. L’aggressore è Ryan Hemphill, un top manager nel settore finanziario di 43 anni, che ora rischia l’ergastolo. Una storia di abusi che comincia con l’accusa di aver tentato di soffocare nel 2015 la fidanzata dell’epoca puntandole un coltello alla gola. L’aggressore avrebbe adescato le vittime grazie a diversi siti, soprattutto quelli che permettevano di trovare online amanti benestanti.

Ryan Hemphill, il manager che ha torturato e stuprato più di sei donne in cinque mesi

L’inchiesta è attualmente portata avanti dal corpo della polizia di New York. Il capo della polizia di New York, Jessica Tisch, ha parlato di “dettagli che vanno oltre l’immaginabile. Questo tipo di violenza sessuale non può trovare posto nella nostra città”. Infatti, tra le altre cose le vittime sono state sottoposte a “waterboarding”, (una tecnica di annegamento altamente traumatica, tristemente famosa per essere stata usata con i sospettati di terrorismo). Seguono poi tecniche umilianti, degradanti e pericolose per esercitare quanta più violenza possibile. Gli stupri sono stati poi filmati e i video conservati dal manager come dei veri e propri trofei.

Il manager ha raccontato agli investigatori di quanto gli piacesse usare pratiche estreme sessuali. La sostituto procuratore distrettuale Mirah Curzer ha affermato che “Abbiamo motivo di credere che queste sei vittime siano soltanto la punta dell’iceberg”. La tecnica consisteva nell’adescare delle donne promettendo ingenti somme di denaro (mai versate), e di farsi raccontare i loro traumi più profondi per usarli negli atti di violenza contro di loro. In seguito, le vittime venivano drogate e immobilizzate e in alcuni case imprigionate. Inoltre, l’accusa ha affermato che “La condotta di Hemphill è davvero sconvolgente e in aula ha mostrato di non avere alcuni  rispetto per la legge”.

Marianna Soru

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