Nella giornata di ieri un tribunale dello Stato dell’Illinois ha condannato a cinquantatré anni di reclusione Joseph M. Czuba, l’uomo che, a pochi giorni dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, aveva ucciso un bambino di origine palestinese. Lo scorso febbraio l’imputato era stato dichiarato colpevole di omicidio e crimini d’odio.
La vittima si chiamava Wadee Alfayoumi e aveva solo sei anni; nello scontro era rimasta ferita anche la mamma, Hanan Shaheen. Madre e figlio vivevano da circa due anni in affitto in una camera all’interno dell’abitazione di Czuba.
Omicidio di Wadee Alfayoumi: condannato Joseph M. Czuba

Secondo la testimonianza della donna, Joseph M. Czuba avrebbe iniziato a manifestare comportamenti violenti e paranoici a seguito delle prime notizie riguardanti il conflitto tra Israele e Gaza. L’avrebbe più volte minacciata, cercando di costringerla a lasciare la stanza. Avrebbe infine aggredito entrambi gridando «Voi musulmani dovete morire!» e colpendoli con un pugnale.
Quando la polizia era giunta sul posto, aveva trovato il bambino in fin di vita e lei gravemente ferita, con numerose lesioni da taglio. Il bimbo era stato dichiarato morto in ospedale. Secondo l’autopsia aveva ricevuto ventisei coltellate; la donna, invece, almeno dodici. L’omicidio del piccolo Wadee era stato molto discusso; all’epoca, infatti, si temeva un aumento dell’odio generalizzato e dei crimini contro le persone musulmane. Il bimbo aveva festeggiato il suo sesto compleanno poche settimane prima di essere ucciso. «Amava la sua famiglia, i suoi amici. Amava il calcio, amava il basket», aveva dichiarato in suo ricordo Ahmed Rehab, direttore esecutivo della sede di Chicago del Council on American-Islamic Relations.
Federica Checchia
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