Massimo D’Amato era l’adorato padre delle campionesse e sorelle gemelle Alice e Asia, mancato nel 2022 dopo una estenuante lotta contro una brutta malattia. L’uomo lavorava come vigile del fuoco.

Insieme a sua moglie Elena, papà Massimo è sempre stato un traino per le figlie Asia e Alice, spronandole a fare del proprio meglio nella ginnastica. Alle ultime Olimpiadi di Parigi, dopo la medaglia d’oro conquistata da Alice è arrivata puntuale una dedica strappalacrime per il papà, la cui assenza ancora oggi pesa moltissimo. “Ne abbiamo passate tante insieme e la scomparsa di papà lasciato una cicatrice, il nostro legame ci ha aiutato a superarla più facilmente”, hanno raccontato le sorelle dopo Parigi a Olympics.com.

A portarlo via il più tremendo dei mali: un maledetto tumore. La ferita è ancora aperta per Alice D’Amato e sua sorella Asia, ma le due ragazze si sono unite ancora di più dopo la tragica scomparsa di papà Massimo, cercando di fare fronte comune.

“Papà questo è per te”, ha gridato Alice D’Amato dopo il successo olimpico, ripensando ai tanti sacrifici fatti da papà e mamma per vederla brillare tra i grandi dello sport. Una dedica vera e propria, colma d’amore e di riconoscenza, per un papà che si è sempre fatto in quattro per la famiglia e per le sue amate figlie

Le sorelle Asia e Alice D’Amato, 20 anni, sono unite da un legame profondo e dalla passione per il loro sport, che ha portato entrambe a lasciare Genova all’età di dieci anni per andare ad allenarsi a Brescia, fino all’approdo in Nazionale.

«Rivalità? No, più medaglie portiamo a casa in famiglia e meglio è. Non importa che sia Asia o Alice. Se vince una, vince anche l’altra. Siamo felici». Per quanto riguarda la scaramanzia, ne hanno una particolare, svelata soltanto ieri. «Sì, quando gareggia una, l’altra non osserva i suoi esercizi. Non ci guardiamo mai a vicenda». In questa stagione, ci sono stati momenti in cui l’una non ha osservato l’altra, ma non per scaramanzia, semplicemente perché era assente. Agli Europei di Monaco di agosto, infatti, Asia, già campionessa europea all around e a squadre, si era fatta male alla caviglia destra nell’atterraggio del secondo salto. Eroica, si era portata a casa un argento al volteggio che poi il direttore tecnico Enrico Casella avrebbe poi ritirato sul podio, mentre Asia finiva all’ospedale. «Questa volta sono riuscita a confermare l’argento, che per me vale oro. Sono rientrata dopo 7 mesi e mezzo di infortunio, e per me è la vittoria più grande. Oggi (ieri, ndc) ero partita con l’intenzione di vincere la medaglia. Stavolta, me la sono pigliata io. Sono felicissima. Questo è un punto di partenza, dopo un infortunio non da poco. Mi sono operata a quattro legamenti e rientrare dopo tanto tempo è la medaglia più grande».