L’Autorità nazionale palestinese (ANP) ha deciso di revocare il divieto di entrare e operare in Cisgiordania ad Al Jazeera. L’organizzazione parastatale che governa semiautonomamente la zona è riconosciuta da gran parte della comunità internazionale come il governo legittimo del popolo palestinese, quindi la sua scelta ha un enorme peso. L’emittente televisiva, finanziata dal governo del Qatar, è tra le più rilevanti al mondo, nonché uno dei pochi media internazionali ancora parzialmente attivi nella Striscia di Gaza, nonostante il parere contrario di Israele.
Il divieto, ora annullato, risale all’inizio di gennaio, quando l’ANP aveva dato il via a un’operazione militare in Cisgiordania contro le milizie che controllavano il campo profughi di Jenin, tra le quali Hamas e il Jihad Islamico. Allora, L’Autorità Nazionale aveva impedito al network di documentare i fatti, senza motivare nello specifico le ragioni del blocco. Ad influire potrebbe essere stato il del caso della giornalista palestinese Shatha Sabbagh, uccisa a Jenin, di cui Al Jazeera si stava occupando. Per la famiglia della reporter, infatti, la donna stata uccisa con un colpo alla testa, esploso proprio da un membro dell’ANP.
Anche Israele contro Al Jazeera

Anche il governo di Netanyahu si è scagliato contro il canale televisivo. Qualche tempo fa, il parlamento israeliano ha infatti approvato una legge che impone la chiusura dei media ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale: tra questi, c’è anche Al Jazeera, che si è vista oscurare ogni sua pagina d’informazione.
Poco tempo dopo, inoltre, l’esecutivo ha ordinato l’irruzione delle forze dell’ordine negli studi televisivi di Nazareth e ha fatto chiudere gli studi un Cisgiordania, accusando Al Jazeera di star facendo propaganda in favore della Palestina e del suo popolo.
Federica Checchia
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