Durante il suo viaggio in Medio Oriente, Donald Trump ha reso nota la sua intenzione di ordinare la sospensione di tutte le sanzioni contro la Siria. L’annuncio, fatto a Riad, in Arabia Saudita, arriva dopo il suo colloquio con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, e con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
Dopo oltre cinquant’anni di regime della famiglia Assad, l’economia siriana è fortemente indebolita. Inoltre, i tredici anni di guerra civile rendono necessaria la ricostruzione di molte zone del Paese. Secondo un recente rapporto del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), al ritmo attuale di crescita, la nazione non si riprenderà del tutto prima del 2080.
Trump sospende le sanzioni alla Siria e fa accordi commerciali con l’Arabia Saudita
A gennaio, prima del secondo mandato presidenziale di Trump, gli Stati Uniti avevano sospeso alcune delle sanzioni contro la Siria. Poco tempo dopo Unione Europea e Regno Unito avevano fatto lo stesso. L’eliminazione delle ultime imposizioni potrebbe però rappresentare il punto di svolta per una ripresa, e favorirebbe l’attività delle organizzazioni umanitarie in soccorso della popolazione.
Durante il meeeting, il principe e il tycoon, hanno toccato vari argomenti di natura economica, alla presenza di diversi amministratori delegati americani, tra i quali anche Elon Musk. Tra le altre cose, i partecipanti hanno annunciato anche un contratto di vendita di armi del valore di oltre centoquarantadue miliardi di dollari stipulato con l’Arabia Saudita, secondo Trump «il più importante della storia». L’accordo permetterà al regime saudita di comprare attrezzature militari da alcune aziende americane del settore della difesa.
La mano tesa all’Iran
Il presidente sembrerebbe inoltre aperto a negoziare con l’Iran: «Effettivamente, alcuni degli amici più cari degli Stati Uniti d’America sono nazioni contro cui abbiamo combattuto delle guerre nelle generazioni passate». La sua speranza è che il Paese abbandoni il proprio programma di arricchimento dell’uranio, necessario per costruire armi nucleari.
La possibile intesa con l’Iran e la probabile fine delle sanzioni contro la Siria sono un durissimo colpo per il governo di Benjamin Netanyahu. Il primo ministro, a quanto si dice, sarebbe già piuttosto seccato dal rifiuto di Donald Trump di fargli visita in Israele, nonostante non si trovi lontano. Queste nuove notizie non potranno che peggiorare il suo umore.
Federica Checchia
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