C’è un filo rosso tra il processo a Diddy e quello ad Harvey Weinstein: a collegare i due casi una donna, Crystal McKinney, che ha accusato Sean Combs ed il produttore cinematografico, condannati per lo stesso reato.

La donna ha intentato una causa contro Weinstein presso il tribunale federale di New York venerdì scorso, sostenendo che l’uomo avrebbe attirato lei e una sua amica nella sua stanza d’albergo nel 2003, secondo i documenti ottenuti da People. L’ex modella ha affermato che Weinstein, che attualmente si trova dietro le sbarre in attesa di un nuovo processo per le sue condanne per reati sessuali, ha organizzato un incontro con lei per parlare di “opportunità commerciali” nell’industria cinematografica. La McKinney e l’amica del quale non è stato reso il nome, si sarebbero incontrate con il produttore cinematografico, in un nightclub, prima che questi li invitasse nella sua stanza al Ritz-Carlton Battery Park Hotel di New York per una conversazione privata.

Una donna ha denunciato Diddy e Weinstein per violenze sessuali

L’accusatrice ha affermato che il produttore di Shakespeare in Love le ha “riempite” di alcol prima di toccarle il petto. Secondo quanto raccontato lei e l’amica si sono recate alla toilette, dove Weinstein è poi entrato con le parti intime scoperte. Il produttore di St. Vincent, avrebbe costretto lei e la sua amica a compiere atti sessuali tra loro prima di violentarle. Imran H. Ansari, legale di Weinstein ha negato le affermazioni in una dichiarazione rilasciata a Page Six: “Harvey Weinstein smentisce categoricamente le affermazioni stravaganti e fantasiose fatte contro di lui da Crystal McKinney nella sua denuncia…Presentata in ritardo e sospettosamente sulla scia della sua denuncia contro Sean ‘Diddy’ Combs, il signor Weinstein è pronto a confutare e a difendersi dalle salaci affermazioni, che si ritiene siano state fatte con un movente opportunistico”.

La McKinney in precedenza ha accusato il rapper di di averla aggredita sessualmente nel 2003, dopo un evento della New York Fashion Week maschile. L’ex modella all’epoca 22enne, aveva incontrato il fondatore della Bad Boy Records al Cipriani, il locale delle celebrità. Nel racconto ha affermato che Combs, le avrebbe ordinato di andare in bagno, dove avrebbe fatto leva su di lei e le avrebbe spostato la testa verso le sue parti intime. Successivamente, le avrebbe poi detto di “s*******o” e l’avrebbe costretta a praticargli del sesso orale. La donna ha affermato di aver perso conoscenza mentre si allontanava e di essersi poi risvegliata in un taxi. A seguito di quanto accaduto, sostenendo di aver tentato il suicidio l’anno successivo e di aver sofferto di depressione, la McKinney ha richiesto un risarcimento.

Sebbene Diddy non abbia parlato della causa di McKinney, i suoi avvocati hanno già negato altre accuse di violenza sessuale. “Non importa quante cause vengano intentate, soprattutto da individui che si rifiutano di mettere il proprio nome dietro le loro affermazioni, questo non cambierà il fatto che il signor Combs non ha mai aggredito sessualmente o trafficato sessualmente nessuno, uomo o donna, adulto o minorenne”, ha dichiarato in precedenza il team legale di Sean Combs. “Viviamo in un mondo in cui chiunque può intentare una causa per qualsiasi motivo. Fortunatamente, esiste un processo giudiziario equo e imparziale per scoprire la verità, e il signor Combs è fiducioso che avrà la meglio in tribunale”, hanno concluso i legali del rapper.

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