L’eredità di Moira Orfei è al centro di una faida tra i figli della compianta diva del circo: il suo primogenito Stefano ha infatti organizzato, insieme alla moglie Brigitta Boccoli, un’asta con moltissimi cimeli della diva, dal valore inestimabile. Un’iniziativa pensata per permettere la riapertura del leggendario Circo Moira, che non ha tuttavia riscontrato il favore di Lara Orfei, secondogenita della star. Suo figlio Stefano Orfei ha deciso di mettere all’asta diversi cimeli della mamma, con l’obiettivo di riaprire il Circo Moira in una versione moderna e senza animali, dopo la chiusura causata dal Covid.
Si tratta di circa 200 lotti, che saranno battuti all’asta il prossimo 10 giugno a Palazzo Cenci a Roma. Il catalogo include le locandine degli spettacoli Orfei (base d’asta 50 euro), il Telegatto (valore di 1000 euro), e la famosa acconciatura che Moira aveva battezzato “tuppo”. I capi più preziosi sono probabilmente abiti ed accessori della diva circense: si va dal maxi cappotto di visone (con prezzo stimato tra 8 e i 12mila euro), alla cappa azzurra in misto cashmere che indossò per uno dei suoi incontri con Giovanni Paolo II. Ma anche corsetti, caftani, abiti di scena, pellicce colorate e i sontuosi gioielli indossati sul grande e piccolo schermo. Impossibile quantificare il valoro dei cimeli, ma dovrebbe aggirarsi intorno a diverse centinaia di migliaia di euro. L’iniziativa non è stata appoggiata dall’altra figlia di Moira, Lara, che si è detta estranea all’operazione: “Né io, né i miei tre figli, che sono eredi diretti di Moira, siamo d’accordo sul mettere all’asta i beni della mia adorata mamma, per nessun motivo” aveva fatto sapere.
Il primogenito della compianta artista ha confermato di aver organizzato l’asta sui beni familiari senza chiedere il permesso, assicurando però che si tratti di una pratica molto in linea con la condotta da sempre esibita dagli Orfei.
“Nella nostra famiglia siamo cresciuti così. Lei stessa, in un’intervista recente, ha detto che decide sempre mio fratello. Ma è sempre stato così: prima decideva Walter Nones, con Walter c’ero Stefano Orfei Nones, e poi ha sempre deciso Stefano. Ho sempre fatto il bene della famiglia, ho sempre protetto il nome di mia madre, di mio padre, del circo e della famiglia in generale. Per me era normale. Come ho sempre fatto, mi sono preso onori e oneri, tutto senza problemi. Ed è sempre andato bene. Bastava che mi chiamasse’’.
Non è la prima volta, racconta Lara, che Stefano decide da solo in merito agli oggetti appartenuti alla madre: già nel 2021 sarebbero stati venduti i gioielli di Moira Orfei senza un confronto familiare. «Ciò che più mi ferisce – prosegue – è il fatto di non essere stata coinvolta. Nessuno mi ha chiesto nulla. Non voglio trarre vantaggi da quest’operazione e non voglio che qualcuno pensi che io sia d’accordo».
In una lunga lettera diffusa il 5 giugno, Brigitta Boccoli ha deciso di rompere il silenzio e di rispondere punto per punto alle accuse mosse da Lara, rivendicando il suo impegno nella rinascita del Circo Moira Orfei. «Quando ho scelto di entrare nella famiglia Orfei, l’ho fatto per amore. Ma anche per il sogno che rappresentava. Ho messo da parte la mia carriera per dedicarmi al circo. È stato un atto d’amore». Brigitta ripercorre la storia degli spettacoli prodotti insieme al marito Stefano, ricordando il successo di “Una tigre per amore” (2007) e dei successivi progetti che hanno riportato il circo al centro dell’attenzione mediatica, con oltre un milione di spettatori.
Non manca un passaggio diretto su uno dei temi più spinosi: la presunta esclusione di Lara. «Fui io a chiamarti, personalmente, per affrontare insieme lo spettacolo successivo. Rispondesti con un no secco. Sdegnato. Quindi mai ti ho esclusa. Anzi, ti abbiamo sempre coinvolta». La lettera si fa poi più dura quando Boccoli contesta le recenti accuse mediatiche e sottolinea come Lara abbia scelto per anni di restare lontana dal mondo del circo, senza però rinunciare oggi a criticarne le scelte: «Hai preferito restare a San Donà di Piave a fare la mamma, scelta nobilissima. Ma da lì – oggi – non puoi lanciare giudizi su ciò che non hai voluto vivere».
«Dobbiamo portare avanti il sogno di Walter e Moira. Mi addolora profondamente vederti tentare di spegnere questo sogno. Come se un successo che non porti la tua firma ti disturbasse più di un fallimento collettivo».
Lo scontro tra Brigitta e Lara Orfei è ormai pubblico. E mentre il mondo dello spettacolo osserva con attenzione, il pubblico si divide tra nostalgici del circo tradizionale e sostenitori del suo rilancio in chiave moderna.
Intanto, il grande “chapiteau” resta al centro di una vicenda che parla di memoria, identità, e soprattutto – come scrive Brigitta – di un sogno che «non merita di essere spento». «Io vado avanti. Con dolore, sì. Ma con dignità e consapevolezza. Non gioco al massacro: non lo merita il nostro nome. Non lo merita Moira».





