Da ieri pomeriggio, internet è diventato praticamente inaccessibile in Iran. Non sembra, tuttavia, che il problema sia dovuto ai bombardamenti di Israele; al contrario, tutto lascia pensare che si tratti di una scelta ben mirata del governo. Già da qualche giorno, le autorità avevano limitato il suo utilizzo, giustificando la decisione come necessaria, al fine di evitare attacchi informatici da parte di hacker israeliani, che avevano messo fuori uso diversi sportelli bancari.

Da martedì sera la larghezza di banda era diminuita dell’80%, per essere poi azzerata e sostituita con una rete statale, che consente di entrare solo in siti approvati dal governo. È probabile, dunque, che il regime stia cercando di evitare la diffusione di notizie riguardo ai danni causati dai raid nemici.

L’assenza di internet in Iran è un grande problema per i civili

Atualmente, sia i social network che le principali piattaforme di messaggistica appaiono sostanzialmente bloccate. Già prima del conflitto, alcune di esse non funzionavano, ma diversi iraniani riuscivano a usarle tramite VPN, il servizio che consente di nascondere l’indirizzo IP, aggirando così i divieti.

Pochi giorni fa, Elon Musk aveva dichiarato di aver riattivato il sistema di connessione satellitare Starlink. Nonostante sia vietato in Iran, si stima che nel Paese esistano migliaia di terminali, importati illegalmente e, in ogni caso, molto costosi, e quindi poco utilizzati. La mancanza di internet rappresenta un problema enorme per la popolazione, che non può più ricevere gli avvisi con gli ordini di evacuazione che l’esercito diffonde sui social.

Federica Checchia

Seguici su Google News