Buone notizie per gli studenti stranieri che desiderano frequentare l’università negli Stati Uniti. Dopo settimane di tira e molla, il dipartimento di Stato ha infatti fatto sapere che riprenderà a esaminare le richieste del visto. Una decisione che, almeno per il momento, annulla le misure dell’amministrazione di Donald Trump, che a fine maggio ha sospeso ogni appuntamento per richiedere il visto studentesco.

La decisione del presidente ha rappresentato il culmine di una campagna contro molti dei più prestigiosi campus americani, rei, secondo lui, di non aver contrastato gli episodi di antisemitismo verificatisi nel corso delle proteste in supporto della Palestina. L’Università di Harvard, di stampo progressista, era stata la più colpita. Il mese scorso, Trump aveva proibito all’ateneo di avere alunni e ricercatori stranieri (ordinanza poi bloccata da un tribunale). Aveva poi approfondito i controlli sul corpo docente e studentesco e, infine, aveva vietato l’ingresso negli Stati Uniti ai richiedenti visto.

Le nuove regole per il visto per gli studenti stranieri

Il dipartimento, in ogni caso, ha dato delle nuove indicazioni. Chi fa domanda per un visto di studio, ad esempio, dovrà consentire alle autorità statunitensi di controllare i propri social. Ambasciate e consolati potranno dunque scandagliare post, messaggi e contenuti presenti sui profili, in modo da individuare «qualsiasi segnale di ostilità al governo, alle istituzioni, alla cultura, ai cittadini o ai principi fondativi degli Stati Uniti».

Chi non imposterà il proprio profilo sui social come “pubblico” potrebbe non accedere al colloquio per ottenere il nullaosta. I consolati, inoltre, dovranno obbligatoriamente dare priorità agli studenti che desiderano iscriversi ad atenei nei quali le persone straniere sono meno del 15% dei frequentanti.

Federica Checchia

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