Sergio Bardotti è stato sposato con Carmen Di Domenico, è stata la sua ultima moglie e ha anche aperto un prezioso archivio di canzoni giovanili scritte da lui, datate 1961-62, di cui Bardotti aveva scritto anche le musiche, esperimento che, chissà perché, non riprese mai più.
Bardotti scrisse anche su musiche di Vladi Tosetto e alcune di queste canzoni, dopo essere state tradotte in spagnolo, entrarono in un album dell’argentina Valeria Lynch. Ma nella loro stesura originale erano rimaste inedite.
Sergio Bardotti è scomparso nel 2017 all’età di 68 anni, mentre il premio sanremese a suo nome è stato istitutito nel 2013. Negli anni è stato assegnato a Il Cile per Le parole non servono più, Cristiano De André per Invisibili, Kaligola per Oltre il giardino, Francesco Gabbani per Amen, Fiorella Mannoia per Che sia benedetta, Mirkoeilcane per Stiamo tutti bene, Daniele Silvestri per Argentovivo.
Chi era Sergio Bardotti e la sua storia, da Pippo Baudo ai successi
“Era un poeta”. Così Pippo Baudo, voce autorevole e testimone di un’epoca intera, ha definito Sergio Bardotti. E chi meglio di lui poteva raccontare il talento ma efficace di un autore che ha firmato alcune delle canzoni più belle della storia della nostra musica?
In questa puntata di Techetechetè, la narrazione si sviluppa tra frammenti d’interviste, dichiarazioni inedite e aneddoti di ogni genere, regalando uno sguardo diverso sulla sua personalità. Non solo come paroliere, ma anche come mente creativa che riconosceva il potenziale degli artisti e conseguentemente costruire carriere, da quella di Lucio Dalla a quella di Mia Martini.
Non si può però parlare di Sergio Bardotti senza ricordare il suo amore per la musica brasiliana. Un amore vero, coltivato negli anni ’70 e sbocciato nelle collaborazioni con artisti come Toquinho e Vinicius De Moraes. I suoi testi, profondamente legati alla melodia, sono ancora oggi piccoli miracoli di equilibrio e sensibilità. E mentre scorrono le immagini di esibizioni storiche e duetti irripetibili, si riscopre il valore di un linguaggio che sa quali tasti premere per emozionare.
Oltre ai grandi successi discografici, la puntata di Techetechetè dedica uno spazio prezioso anche al Bardotti autore televisivo, creatore di sigle rimaste nella memoria – piccoli inni familiari che hanno segnato l’infanzia e l’adolescenza di milioni di italiani.
Con un occhio attento ai Festival di Sanremo – dove Bardotti ha firmato pezzi memorabili – questa serata ci restituisce il senso di un periodo in cui la canzone era davvero il centro pulsante della vita culturale del Paese. E Bardotti ne era uno dei custodi più raffinati.





