Il governo della Thailandia ha ordinato l’evacuazione di più di centomila persone, a seguito degli scontri esplosi ieri al confine con la Cambogia. Oggetto della contesa tra i due Paesi -che va avanti da decenni- sono alcuni territori ambiti da entrambi. Nelle ultime ore, i rapporti già tesi sembrano essersi ulteriormente inaspriti.

L’esecutivo thailandese ha reso nota l’uccisione di quindici persone, quattordici militari e un civile, da parte dell’esercito cambogiano. Oltre ai decessi, al momento si calcolano almeno una trentina di feriti, in condizioni più o meno gravi. La Cambogia, al contrario, non ha fatto sapere nulla riguardo a eventuali morti o persone coinvolte negli attacchi, né rispetto a possibili misure per proteggere la propria popolazione.

Il lungo scontro tra Thailandia e Cambogia

Le parti in causa si sono accusate vicendevolmente di aver aperto il fuoco, per poi passare ad armi più pesanti nelle località di Sisaket e Ubon Ratchathani. La Thailandia ha dichiarato che la Cambogia avrebbe sparato tre razzi nel suo territorio, mentre quest’ultima ha detto di essere stata bombardata da jet nemici. L’esercito thailandese ha confermato di aver effettuato un’operazione militare che ha coinvolto aerei da guerra F-16, impiegati per colpire diverse postazioni militari cambogiane. Uno dei razzi cambogiani, invece, ha colpito una stazione di servizio nella provincia di Sisaket, uccidendo sei persone.

Thailandia e Cambogia sono separate da un confine di circa ottocentoventi chilometri, che passa attraverso molte zone che fanno gola alle due nazioni. In alcune di esse si trovano degli importanti templi, dei quali entrambe reclamano la sovranità. L’inizio della disputa risale al 1907 e a una mappa con cui la Francia (che ha colonizzato la Cambogia fino al 1953) tracciò il confine tra i due Paesi; documento che, per la Thailandia, non sarebbe però vincolante.

Federica Checchia