Si chiude la fase della ristrutturazione e parte quella di rilancio per Benetton. Lo storico marchio italiano prevede di ridurre ulteriormente nel 2025 le perdite dello scorso anno (100 milioni, già diminuite di oltre il 57% rispetto a quelle del 2023): spera di ritornare a vedere profitti tra il 2026 ed il 2027.

Benetton pronta a ripartire: via alla fase di ristrutturazione

Nel corso di uno dei periodici incontri di confronto era arrivata la comunicazione della ripartenza. Un anno fa Claudio Sforza, amministratore delegato che sostituì Massimo Renon, aveva rilanciato il piano di ripartenza. Che, così pare, starebbe restituendo i risultati attesi, supportato anche dalla relativa tranquillità resa possibile dall’iniezione di liquidità (260 milioni) già deliberata lo scorso anno dal gruppo. Intanto, in questi dodici mesi di attività è arrivata la chiusura definitiva dei poli produttivi in Tunisia, Serbia e Croazia. In Italia, invece, si è chiuso l’accentramento dei lavoratori del quartier generale di Ponzano Veneto, nel vicino stabilimento di Castrette di Villorba.

Nel frattempo alcune centinaia di dipendenti, incoraggiati da incentivi all’esodo, hanno lasciato il lavoro. Questo porterà a fine anno ad un totale di 700 lavoratori contro i 1.100 dell’estate 2024. Senza sconti anche il depennamento di negozi non profittevoli in tutto il mondo, circa 500, così da portare la loro somma oggi vicina alle 3 mila unità. Ora, per il rilancio previste una serie di operazioni: la trasformazione di alcune branch aziendali in società autonome. Tra queste, controllate interamente dal gruppo, la prima sarà quella che si occupa di e-commerce. Situazione diversa per le quota di vendite online, che si ferma al 13%: un dato molto diverso rispetto alla media di riferimento a livello mondiale, che è prossima ormai al 35%.

Marianna Soru