Andrea Cavallari, uno dei sei uomini condannati per la strage alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, avvenuta l’8 dicembre del 2018, è stato estradato in Italia. All’inizio del mese era riuscito ad evadere dal carcere della Dozza di Bologna, dove era detenuto. Aveva approfittato di un permesso di uscita per discutere la tesi di laurea e aveva fatto perdere le sue tracce, per poi essere fermato il 17 luglio a Lloret de Mar, sulla costa orientale della Spagna.
Cavallari sta scontando una pena di undici anni e dieci mesi per aver utilizzato uno spray urticante per derubare i presenti a un concerto di Sfera Ebbasta. Lo stratagemma adottato da lui e dai suoi complici aveva scatenato il panico nel locale e, nella calca avevano perso la vita sei persone, una donna di trentanove anni e cinque minorenni. Una volta rientrato in Italia, le forze dell’ordine lo porteranno temporaneamente nel carcere di Civitavecchia.
Andrea Cavallari è tra i responsabili della strage di Corinaldo
Secondo le ricostruzioni del gip Carlo Cimini, la sera della tragedia i sette ragazzi artefici dei furti erano arrivati alla Lanterna Azzurra alle 23.50. Si erano divisi in due gruppi e avevano iniziato a girare tra il pubblico, derubando i malcapitati con una strategia già sperimentata. Uno di loro distraeva la vittima, urtandola o spingendola, mentre il complice le sfilava gioielli e orologi.
Quella notte, però, qualcuno li aveva notati, e loro avevano usato lo spray come diversivo per scappare. In pochi istanti, all’interno della discoteca si era scatenato il panico e, nella ressa, sei persone erano rimaste schiacciate, anche a causa delle grosse falle nei sistemi di emergenza e dei problemi con le vie di fuga.
Federica Checchia




