Ormai è assodato: questa è l’estate degli Oasis. Dopo l’annuncio -piuttosto a sorpresa, considerando i quasi sedici anni di silenzio ostile e frecciatine al veleno- della reunion dei fratelli Gallagher, la rediviva band si sta godendo il meritato successo, con una serie di concerti in Irlanda e nel Regno Unito, prima di esportare un po’ di sano britpop oltreoceano.

La tournée che sta facendo recuperare la gioventù bruciata ai fan di tutto il mondo li porterà a esibirsi negli Stati Uniti, in Canada, in Sud America, in Asia e persino in Australia. Fuori dell’equazione, almeno per il momento, la vecchia Europa, e dunque anche l’Italia. Diverse città della penisola, però, si sono già mostrate pronte a fare carte false per accogliere Liam e Noel per uno o più concerti.

L’appello di Nikki agli Oasis

Tra le più agguerrite, fino ad ora, c’è Torino, tra le prime a proporsi. A conferma dell’interesse del capoluogo piemontese nei confronti del gruppo inglese, poche ore fa Turismo Torino ha condiviso sui propri social un reel in cui vengono mostrate una serie di interviste durante le Atp Finals. Tra una domanda e l’altra, il cantautore, conduttore radiofonico e chitarrista Fabrizio Lavoro, in arte Nikki, ha caldeggiato la città della Mole come tappa ideale per un live degli Oasis.

L’artista si rivolge direttamente ai fratelli Gallagher, con cui «ci siamo incontrati molte volte nel corso degli anni per interviste». Questo il suo appello: «Se avete bisogno di scegliere una città italiana per il primo show in Italia, allora scegliete Torino». Per lui, la città è «la Manchester d’Italia», poiché «è molto industriale, dovrebbe ricordarvela». Parla poi, da buon italiano, del cibo torinese, «che forse potrebbe essere meglio di quello che mangiate a Manchester. Lo dico con tutto il rispetto». Insomma, sembra che la sua strategia per convincere Noel, Liam e soci a una trasferta nostrana sia prenderli per la gola, metaforicamente parlando. Basteranno una Bagna càuda e un Bicerin a convincere i fratellini?

Federica Checchia