Al primo turno delle elezioni presidenziali in Bolivia, svoltosi domenica, i due candidati che hanno ricevuto il maggior numero di preferenze sono il senatore di centro Rodrigo Paz Pereira e l’ex presidente di destra Jorge Quiroga. Si andrà dunque al ballottaggio, previsto per il 19 ottobre; fuori dai giochi tutti i candidati della sinistra, che si era presentata divisa.
Per la prima volta dal 2006, dunque, il partito di sinistra Movimiento al Socialismo (Mas) esce sconfitto dalle votazioni. Negli ultimi tempi ha subito un consistente calo dei consensi, dovuto alla pessima situazione economica e, soprattutto, allo scontro fra l’attuale presidente, Luis Arce, e lo storico predecessore Evo Morales, che non ha mai nascosto il suo desiderio di tornare al potere, nonostante abbia superato il limite dei mandati consentiti.
Elezioni in Bolivia: i due candidati al ballottaggio
Paz è al momento in testa, con il 37%; un risultato a sorpresa, dal momento che, negli ultimi sondaggi, si collocava al terzo posto delle preferenze. Nato in Spagna, dove suo padre -l’ex presidente Jaime Paz Zamora– si trovava in esilio politico ai tempi della dittatura militare di Hugo Bánzer Suárez, ha cinquantasette anni. In campagna elettorale, si è appoggiato all’ex poliziotto Edman Lara Montaño, noto come Capitán Lara, popolare sui social per le sue denunce dei casi di corruzione nell’arma. Paz lo ha indicato come suo vice, una mossa che lo ha fortemente aiutato. Ha, inoltre, ottenuto l’appoggio del centrista Samuel Doria Medina, arrivato terzo con circa il 20%.
Per Quiroga, esponente della destra più radicale molto conosciuto in Bolivia, questa è la quarta candidatura alle presidenziali. Aveva già tentato nel 2005 (dov’era arrivato secondo) e nel 2014 (terzo). Nel 2020, invece, si era ritirato una settimana prima delle elezioni. È stato vicepresidente tra il 1997 e il 2001; è diventato per un breve periodo presidente ad interim dopo le dimissioni per motivi di salute del dittatore Bánzer. Quiroga sostiene politiche di austerità economica, che comprendono la cancellazione dei sussidi per il carburante e la vendita delle aziende pubbliche. È convinto, inoltre, che la Bolivia debba discostarsi dai suoi storici alleati –Cuba, Venezuela e Nicaragua– a favore di nuove intese con Stati Uniti e Unione Europea.
Federica Checchia





