Il governo dell’Ucraina ha approvato una legge che permetterà agli uomini fra i diciotto e i ventidue anni di uscire dal Paese. Dal 24 febbraio 2022, data d’inizio dell’invasione russa, a tutte le persone di sesso maschile tra i diciotto e i sessant’anni era infatti vietato andare all’estero. La misura, piuttosto impopolare tra i cittadini, non riguardava le donne.

L’esecutivo ha annunciato la propria decisione ieri, in accordo con i comandi militari. La nuova regola si applicherà anche a chi si trova già al di fuori del territorio e intende rientrare in patria. In Ucraina, attualmente, vige la coscrizione per gli uomini dai venticinque ai sessant’anni; ogni maschio in quella fascia d’età, dunque, può essere chiamato obbligatoriamente a servire nell’esercito. Una volta raggiunta la maggiore età (diciotto anni), inoltre, è possibile arruolarsi volontariamente.

Ucraina: molte famiglie mandano via i figli minorenni per evitare loro la leva obbligatoria

Da quando le truppe della Russia inviate da Putin hanno invaso la nazione, molte famiglie ucraine hanno scelto di allontanare i figli minorenni dalle proprie case, mandandoli in altri Paesi per evitare loro il servizio militare. Oleksandr Fedienko, un parlamentare molto vicino al presidente Volodymyr Zelensky, ha rivelato al Financial Times che, dato l’esodo di ragazzi -molti dei quali restano all’estero anche quando raggiungono l’età necessaria per il servizio di leva- le nuove matricole universitare sono quasi solo ragazze, le uniche ad essere rimaste in patria.

Nel frattempo, l’esercito russo è entrato nella regione di Dnipro, nell’Ucraina orientale, e ha conquistato due piccole città, Zaporizke e Novohryhorivka. La regione di Dnipro si trova a ovest del Donetsk e a nord di Zaporizhzhia, tra le aree su cui si sviluppa il fronte. Il Cremlino sostiene che le truppe siano presenti nell’area già da giugno; il governo ucraino, però, lo ha riconosciuto solo ieri.

Federica Checchia