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2022, un anno complesso: cosa ci ha impressionato

Il 2022 sta per concludersi e sono in molti a tirare le somme di questo anno complesso. Anche solo nel nostro Paese ci sono stati molti cambiamenti, ma è nella globalità degli eventi che si può riscontrare un peggioramento dell’equilibrio mondiale. Dopo due anni di pandemia (2020-2021) l’inizio del 2022, con la corsa ai vaccini quasi conclusa, lo spirito era quello della speranza di una ripartenza piena.

Sono stati diversi però gli ostacoli lungo la strada e alla fine di febbraio l’invasione russa dell’Ucraina ha messo subito in chiaro che il 2022 sarebbe stato un anno complesso. Le parole dell’anno, le più ricercate e a rischio infodemia, ci sono proprio “Ucraina” e “Russia-Ucraina”. 

Ecco quali sono gli argomenti che hanno maggiormente impressionato l’Italia e che, tra una discussione e un talk sono diventate le parole e i personaggi più cercate dell’anno.

Un anno di incertezze e paura sulla guerra: lo confermano le ricerche su Google

2022, un anno complesso: cosa ci ha impressionato

Attraverso Google Trends è possibile notare come il sentimento più diffuso nel 2022 sia stata la paura. Sono molte le situazioni di crisi nel mondo, dall’Iran all’Afghanistan, fino a Taiwan. Il senso di incertezza è stato però evidente fin dei primi mesi dell’anno, da quando a febbraio la domanda più cercata sul web è stata “Perché la Russia vuole invadere l’Ucraina?”. Dopo anni difficili di pandemia suonava come uno scherzo del destino quello di affrontare anche le conseguenze di una guerra così vicina all’Italia.

La “guerra” è stato uno degli argomenti più centrali nei primi mesi del 2022, anche se con il tempo l’intensità dell’informazione (infodemia) è andata calando verso una maggiore qualità. Così accanto a il perché dell’invasione dell’Ucraina, tra le parole e i personaggi più ricercati compaiono “Ucraina”, “Russia” e “Putin”.

Ci siamo chiesti cosa significasse la “Z” sui carrarmati russi e ancora cosa volesse dire “no fly zone” e perché sorvolarla volesse dire causare un incidente diplomatico. Questa, insieme alla possibilità di una Terza guerra mondiale non hanno fatto chiudere gli occhi a molti, subendo sintomi quali insonnia, irritabilità, irrequietezza, episodi dissociativi e frequenti attacchi di panico.

Disastri naturali e azioni insufficienti: un anno di eco-ansia

Un altro sentimento comune del 2022 è stato definito eco-ansia. Con “eco-ansia” si intende una sensazione di forte preoccupazione verso i cambiamenti climatici visti come impossibili da invertire. A dare nutrimento a questa sensazione ci sono stati diversi disastri naturali.

Tra gli eventi che hanno causato un maggiore senso di impotenza c’è stato il raggiungimento delle temperature record (marzo) in Antartide e nell’Artico superiori di 47° e 30° rispetta la norma. Ad aprile il Sudafrica è stato colpito da un’inondazione che ha causato 40.000 sfollati e 450 morti e poco dopo anche il Pakistan è stato investito da un vero e proprio disastro climatico (definita alluvione biblica) con più di 1.700 morti e 7 milioni di sfollati.

In totale i disastri naturali dovuti ai cambiamenti climatici del 2022 sono costati almeno 115 miliardi di dollari, con il 42% di danni in più, migliaia di morti e milioni di sfollati. Anche in Italia si contano i morti: a settembre l’alluvione nelle Marche e in Umbria e a novembre l’alluvione di Ischia. La Cop27 tenuta a Sharm El Sheikh non ha convinto nessuno e i nuovi obiettivi sono risultati insufficienti per ridurre drasticamente le emissioni e le conseguenze del riscaldamento climatico. Si può almeno tirare un sospiro di sollievo per il polmone verde della Terra, l’Amazzonia, dopo la vittoria di Lula alle elezioni presidenziali brasiliane.

Un 2022 complesso, ma siamo ancora qui

Oltre il terrore da Terza guerra mondiale, la paura di sprofondare o di essere colpiti da un meteorite come in Don’t look up, è bene ricordare che siamo ancora qui. Potremmo farci le congratulazioni come specie umana se fosse merito nostro. Non è così, ma siamo ancora qui.

Questa semplice verità dovrebbe spingerci a guardarci intorno ed essere consapevoli di ciò che accade nel mondo e del perché anno dopo anno alla fine siamo ancora qui, sopravviviamo a noi stessi, alle pandemie, alle guerre e alla crisi climatica. Dopotutto oltre alle cattive notizie, che sono quelle più cercate durante l’anno, ci sono anche cose buone.

Per esempio l’esplorazione spaziale sta donando enormi soddisfazioni alla curiosità dell’essere umano grazie per esempio al telescopio James Webb, oppure possiamo ricordare lo sviluppo di vaccini sperimentali contro la malaria o nuove cure contro il cancro

Da un punto di vista dei diritti ci sono stati dei passi indietro in alcuni Paesi, ma molti altri hanno fatto dei diritti civili la loro bussola verso un futuro migliore. Guardiamo per esempio alla Spagna che ha approvato una legge per il congedo mestruale e la distribuzione di assorbenti gratuiti, fino all’eliminazione dei giocattoli di genere

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Articolo di Giorgia Bonamoneta

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