Attualità

Frane e alluvioni: oltre 7 mila comuni a rischio idrogeologico

La frana a Ischia si poteva evitare? Il territorio italiano è fragile, tra i più fragili d’Europa dal punto di vista idrogeologico. La frana di Ischia non è una tragedia imprevedibile, così come il tema del rischio di frane e alluvioni non è una novità. Oltre il 70% delle frane che avvengono in Europa sono localizzate in Italia, un territorio geologicamente giovane e dove il terreno è coperto di sedimento non consolidato e quindi a rischio frane.

La natura della tragedia di Ischia, così come per le precedenti frane e alluvioni, non è solo tecnica o scientifica, ma politica. In Italia, anche alla luce di studi che localizzano le zone ad alto rischio, non si fa prevenzione per evitare danni a persone, industrie, beni culturali e ambiente.

Secondo il rapporto “Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio”, prodotto dall‘Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale (Ispra), in Italia sono oltre 7.000 i comuni a rischio frane, alluvioni o erosione costiera. Nel rapporto si legge infatti che il terreno in Italia è propenso a rischio di dissesto idrogeologico per la sua natura morfologica e geologica, alla quale si aggiunge anche il dato rilevante dell’antropizzazione. La tragedia della frana a Ischia era evitabile.

Ischia dopo la frana nel 2022
Ischia dopo la frana (2022)

Italia a rischio frane e alluvioni: le zone più a rischio

Frane e alluvioni in Italia sono fenomeni comuni dovuti a particolari caratteristiche del territorio, alle quali si aggiunge il fenomeno dell’antropizzazione (che comprende l’abusivismo) e l’aumento della frequenza di eventi metereologici estremi dovuti al cambiamento climatico. In questo quadro sono coinvolti 7.423 comuni, ovvero il 93,9% del totale e quasi 10 milioni di abitanti

Le zone a maggior rischio di frane e alluvioni sono il 18,4% del territorio nazionale e coinvolgo regioni quali:

  • Emilia-Romagna
  • Toscana
  • Campania
  • Veneto
  • Lombardia
  • Liguria

I fenomeni franosi sono prevedibili, perché geologi e tecnici hanno lavorato alla classificazione delle zone più a rischio. Non a caso il 90% delle frane sono avvenute in zone classificate ad alto rischio.

Ischia e non solo: vittime e danni prevedibili, manca la prevenzione

Il monitoraggio delle zone a rischio esiste, ma manca l’attenzione politica. Questa emerge a ogni nuovo episodio tragico, ma invece di piangere le vittime e calcolare il costo di danni bisognerebbe agire preventivamente. La natura del fenomeno franoso non è quindi soltanto scientifica e tecnica, ma politica. 

Da anni vengono proposte non soltanto misure strutturali post-evento franoso, ma anche misure non strutturali per presidiare il territorio ed evitare così i danni peggiori: vittime e danni all’industria. L’aspetto più importante è quello della lotta all’abusivismo e alla antropizzazione in zone a forte rischio frane e alluvioni. Sono state presentate più volte proposte e piani per prevenire o ridurre il rischio idrogeologico, ma sono progetti a lungo termine e la politica invece ha vita molto breve.

Proprio perché la tragedia a Ischia era prevedibile, l’accusa di superficialità della politica, in ultimo il condono sull’abusivismo voluto dal governo Conte-Salvini, è un’accusa di colpevolezza.

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Articolo di Giorgia Bonamoneta.

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